Uno sguardo diverso sul Lago di Como

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    La convivenza tra uomo e natura sulle sponde del Lago

    Di Marco Leoni

    Il video sul lago di Como realizzato da Yann Arthus-Bertrand, oltre a rappresentare un affascinante biglietto da visita per il territorio lariano in un’ottica di promozione turistica a livello internazionale, ci offre anche l’occasione per riflettere sulle chiavi di lettura usate dal noto fotografo e documentarista francese per vedere con occhi diversi il territorio in cui viviamo e comprenderne meglio le caratteristiche.

    Alcune delle sue osservazioni si possono leggere sottotraccia nel filmato e sono state in parte evidenziate dallo stesso autore nelle successive interviste.

    Innanzi tutto, come ha sottolineato lo stesso Arthus-Bertrand in occasione della presentazione, dobbiamo partire dal presupposto che tutti i luoghi della terra possono essere considerati belli e non dobbiamo pensare che esistano luoghi più belli di altri in valore assoluto. Ovviamente il suo è un approccio di una persona abituata ad osservare contesti molti diversi del nostro pianeta e a prestare attenzione ad una moltitudine di valori (naturalistici, paesaggistici, architettonici, storico artistici….) per cui l’invito che mi sembra evidente è quello di considerare ogni luogo non tanto per la sua bellezza estetica ma piuttosto per le sue peculiarità, frutto dell’interazione fra uomo e natura che rende ogni luogo unico e inimitabile.

    Le immagini del video sono assolutamente coerenti con questa lettura e ci mostrano il lago di Como come un contesto privilegiato in cui le trasformazioni operate dall’uomo nel corso di oltre due millenni sono riuscite a mantenere un equilibrio con l’ambiente naturale circostante e sono diventate elemento costitutivo del paesaggio.

    Alcune delle riprese più suggestive mostrano l’abitato di Colonno non per illustrare complessi monumentali di grande rilevanza ma per evidenziare come questo piccolo borgo, che a molti di noi potrebbe evocare uno dei punti più ostici della viabilità sulla statale Regina, sia in realtà un’eccezionale testimonianza di un tipico villaggio di pescatori con le case affacciate direttamente a lago (una volta quasi ogni famiglia del paese aveva una barca).

    Per questo motivo l’agglomerato di case è così denso e non vi sono mai stati tracciati viari di grandi dimensioni che attraversano l’abitato. Quindi ciò che oggi potrebbe sembrare un limite è invece un fattore costitutivo ed un elemento di pregio di questo paese che merita di essere conservato e valorizzato.

    L’osservazione dall’alto consente di leggere la trama del territorio ed evidenzia come lo sviluppo dei nuclei abitati (nel video ammiriamo anche Corenno Plinio, Menaggio, Bellagio, Varenna) abbia sempre rispettato le caratteristiche naturali del territorio cercando di sfruttarne le potenzialità. Si tratta di una lezione che dovremmo tenere in considerazione ogni volta che ipotizziamo un progetto di trasformazione che può avere un impatto su un ambito così delicato (ovviamente il riferimento al progetto della Variante Tremezzina è tutt’altro che casuale).

    Arthus-Bertrand ci mostra ovviamente anche alcuni dei luoghi più suggestivi e affascinanti, peraltro ripresi da prospettive insolite grazie all’uso dell’elicottero.

    Nel video possiamo ammirare splendide riprese delle principali ville (Villa Carlotta, Villa Melzi, Villa Giulia, Villa d’Este, Villa Erba), del Duomo di Como e dell’Abbazia di Piona ma accanto a queste splendide architetture il fotografo francese illustra incantevoli nuclei rurali nell’area prealpina, probabilmente in alta Val Varrone, che conservano caratteristiche costruttive tradizionali con murature in pietra e coperture in piode.

    Questo è un altro dei punti di forza del nostro territorio che ha colpito il fotografo francese: l’inscindibile rapporto fra il lago e le vallate circostanti, la compresenza di contesti rurali di montagna e di ville e alberghi di grande eleganza rinomati in tutto il mondo.

    Ancora una volta l’invito è a cogliere queste diverse realtà, nella loro integrazione, come parti fondamentali di un unico contesto articolato e diversificato. Le riprese che mostrano le maestose cime e le vallate del gruppo della Grigna illustrano con efficacia questa simbiosi fra lago e montagna e sottolineano la necessità di conservare gli ambiti rurali, favorendo il mantenimento dell’allevamento e delle produzioni casearie e il recupero delle coltivazioni tradizionali (ulivo, vite) che connotano molti dei terrazzamenti ripresi nel filmato (ad esempio a Bellagio, a Mezzegra oggi comune di Tremezzina).

    Infine Arthus-Bertrand ci ricorda una delle caratteristiche peculiari della città di Como, resa ancora più evidente dalle suggestive riprese dall’alto, ovvero lo straordinario impianto urbanistico della città murata che nasce dall’insediamento romano e ne caratterizza lo sviluppo nei secoli successivi.

    Sicuramente questo è uno dei casi più interessanti per gli studiosi di storia urbana ma anche noi che viviamo questo territorio dovremmo avere maggiore consapevolezza di questo eccezionale contesto urbano e impedire trasformazioni che siano incompatibili con la sua conservazione.

    Dunque lo sguardo di Arthus-Bertrand sul lago di Como può essere considerato un invito ad osservare questo territorio con una rinnovata sensibilità senza fermarsi al solo apprezzamento estetico di un paesaggio sicuramente affascinante ma allo stesso tempo delicato e bisognoso di continue attenzioni (pensiamo ad esempio alla questione del rischio idro-geologico e all’alluvione che pochi anni fa ha gravemente colpito l’abitato di Brienno).

    Ciò che oggi possiamo ammirare è il frutto di lente e continue trasformazioni del paesaggio operate dall’uomo nel corso dei secoli. Un’eredità preziosa che dobbiamo tutelare ogni giorno e trasmettere alle future generazioni attraverso una oculata pianificazione che rispetti i valori naturalistici, paesaggistici, architettonici e storico artistici di questo territorio.