Unindustria. Analisi produzione novembre 2016

    145

     

    L’ANALISI CONGIUNTURALE RAPIDA – NOVEMBRE 2016 DI UNINDUSTRIA COMO E CONFINDUSTRIA LECCO E SONDRIO

    L’andamento degli ordini interni in novembre è in area positiva e su livelli soddisfacenti, intorno ai livelli registrati nei passati mesi di febbraio e maggio. Il saldo tra chi rileva un aumento (28,4%) e chi una diminuzione (29,8%) è di poco negativo ma in miglioramento rispetto alla precedente rilevazione. Più imprese hanno segnalato un mese di ottobre molto negativo sul lato degli ordini e delle vendite mentre un graduale miglioramento nel mese di novembre.

    Se negli ultimi diciotto mesi gli ordini interni hanno avuto andamenti altalenanti, l’industria comasca (analogamente all’industria italiana e lombarda) registra una domanda estera più stabile e un saldo delle risposte generalmente positivo. In novembre si registra un saldo positivo nelle risposte fornite dal campione, il 33,8% del campione dichiara aumenti degli ordini esteri mentre il 45,2% una stazionarietà, il 21% segnala invece ordini esteri in aumento rispetto al mese di ottobre. L’attività produttiva in novembre è in miglioramento per il 37,9% del campione, invariata per il 42,4% e cala per il restante 19,7%. I volumi produttivi sono dunque in aumento quando il dato rilevato in ottobre era invece piuttosto negativo.

    A livello congiunturale, il fatturato in novembre è salito per poco più d’un terzo delle imprese (35,4%), stabile per il 36,9% e in diminuzione per il 27,7%. Le risposte fornite dal campione riguardo il fatturato non replicano quelle delle precedenti rilevazioni, Se i riscontri avuti un mese fa erano negativi, le risposte pervenute in queste settimane (relative al mese di novembre) delineano un riallineamento sui livelli fatti registrare in primavera. L’analisi degli ordini in portafoglio trova ancora una volta conferme a quanto osservato nelle rilevazioni rapide degli ultimi anni: le aziende con ordini oltre un trimestre sono il 10,6%, poco più di un terzo (36,4%) quelle con ordini per qualche mese ma meno di un trimestre, la restante parte ha ordini per coprire poche settimane (53% del campione).

    Il 35,8% delle imprese intervistate segnala aumenti delle materie prime in novembre (rispetto ad ottobre), il 59,7% stabilità nei prezzi e il 4,5% una diminuzione. Infine, un’impresa su due riscontra insolvenze o rilevanti ritardi nei pagamenti tra i propri clienti: il 52,2%. Nell’85% di questi casi la situazione è stabile e non in peggioramento.

    “Il mese di novembre ci consegna numeri più positivi rispetto all’ultima rilevazione di settembre – afferma il Presidente di Unindustria Como, Fabio Porro – e più simili a quelli della primavera, anche se, ancora una volta, è l’estero che sostiene la domanda. È evidente che servono misure per ridare vigore alla domanda interna. Alcune di esse, come i bonus per l’efficientamento energetico o le detrazioni per i recuperi edilizi, sono contenute nella Legge di Bilancio, ma rappresentano una cura insufficiente per questo Paese ancora malato. La vera iniezione di adrenalina è rappresentata da una rinnovata capacità di attrazione degli investimenti che, ancora, non si vede in nessun provvedimento legislativo. Semplificazione e detassazione per le nuove imprese sono l’imperativo che dovrebbe essere messo sul tavolo di ogni Esecutivo. Giudizio positivo – conclude il Presidente di Unindustria Como – per il sostegno all’Industria 4.0 promosso attraverso una serie di misure economiche specifiche, visto che rappresenta un elemento imprescindibile per la competitività delle nostre imprese.”

    I DATI CONGIUNTI DI COMO, LECCO E SONDRIO

    I dati elaborati nell’ambito dell’Osservatorio rapido relativo al mese di novembre 2016 condotto dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como delineano uno scenario generalmente stabile rispetto ad ottobre.
    Il giudizio prevalente delle imprese del campione delle tre province per gli indicatori associati a domanda, attività produttiva e fatturato, indica il mantenimento dei livelli. Nei casi di variazione, che assumono entità comunque elevata, le indicazioni riguardanti la diminuzione e l’aumento tendono a bilanciarsi, contribuendo a rafforzare l’effetto di stabilità generale.

    Sul versante della domanda si registra un quadro stabile per quasi un’azienda su due (44%), sia a livello italiano, sia riguardo gli ordini esteri. A livello domestico l’aumento degli ordini interessa il 26,1% del campione mentre la diminuzione incide per il 29,7%.
    Nel caso delle esportazioni, invece, l’aumento è segnalato dal 29% delle imprese a fronte di un 26% di realtà che comunicano una riduzione. L’indicatore associato all’attività produttiva segue sostanzialmente quanto esaminato per la domanda, con il 44% del campione indicante la stabilità, il 31,2% l’accelerazione e un’azienda su quattro (24,8%) il rallentamento. La capacità produttiva mediamente impiegata dalle imprese si attesta a quota 77,6% del totale, sostanzialmente in linea con quanto registrato nella precedente edizione dell’Osservatorio congiunturale.

    Il fatturato è, tra i tre indicatori, quello che registra la maggior eterogeneità dei giudizi con indicazioni di aumento, diminuzione e stabilità che pesano ciascuno per circa un terzo del totale.
    Il sentimento di stabilità è rilevabile anche a livello previsionale, con quasi due imprese su tre (62%) che segnalano, per le prossime settimane, il mantenimento del quadro delineato in novembre. Anche in questo caso, le aspettative di crescita e di riduzione tendono ad assumere entità comparabili.

    Le situazioni di insolvenza e i ritardi dei pagamenti da parte dei clienti, che penalizzano quasi un’impresa su due (45,1%), nonché la limitata visibilità sugli ordini, inferiore al trimestre per quasi il 90% del campione, rappresentano alcune delle principali criticità. A ciò si aggiunge anche, in novembre, una tendenza all’aumento dei costi associati all’approvvigionamento delle materie prime, rilevati in crescita nel 40% dei casi.
    Sul versante dei rapporti tra le imprese e gli Istituti di credito le condizioni risultano diffusamente stabili; si riscontrano però segnalazioni di spread e tassi in aumento per il 6,3% delle aziende e di innalzamento delle spese e delle commissioni per un’impresa su otto (12,4%).
    Anche i giudizi riguardanti l’andamento occupazionale mostrano una diffusa stabilità in novembre, così come le aspettative per i prossimi mesi.

     LA PRODUZIONE

    L’attività produttiva delle imprese dei tre territori descrive una fase di tenuta dei livelli rispetto ad ottobre.
    In linea con quanto registrato per la domanda, il 44% delle imprese segnala la stabilità delle produzioni; in caso di variazione, il 31,2% del campione indica un aumento mentre il 24,8% una diminuzione.
    Il tasso di utilizzo medio degli impianti produttivi nel mese di novembre si attesta a quota 77,6%, sostanzialmente in linea con quanto rilevato nell’ambito della precedente edizione dell’Osservatorio congiunturale (78%).

    IL FATTURATO

    Le vendite delle imprese dei tre territori congiuntamente considerate risultano in linea con quanto già rilevato per la domanda e descrivono un quadro di generale mantenimento dei livelli. Il 33,9% del campione comunica un fatturato stabile; in caso di variazione, i giudizi di vendite in aumento (34,8%) e in diminuzione (31,3%) assumono entità comparabili e, bilanciandosi tra loro, contribuiscono ad intensificare l’effetto di stabilità.

    LE PREVISIONI

    Le aspettative formulate per le prossime settimane dalle imprese di Lecco, Sondrio e Como delineano un quadro di mantenimento, con oltre sei imprese su dieci (62%) che indicano di attendere stabilità per il proprio settore di appartenenza. L’ipotesi di stabilità risulta ulteriormente rafforzata dai giudizi di aumento dei livelli (17%) e di diminuzione (21%) che assumono entità simili.
    La limitata visibilità sugli ordini continua a rappresentare un elemento di criticità per le imprese del campione globalmente considerate. Per oltre la metà dei casi (52,3%), gli ordini in portafoglio risultano sufficienti ad assicurare l’attività per un orizzonte temporale inferiore ad un mese mentre nel 35,8% dei casi la visibilità copre qualche mese. Nel restante 11,9% il portafoglio ordini risulta avere un orizzonte superiore al trimestre.

    LE MATERIE PRIME

    Sul fronte del costo di approvvigionamento delle materie prime le realtà dei tre territori congiuntamente considerate segnalano una fase di aumento; a fianco del 56,2% di imprese che indica livelli stabili rispetto ad ottobre, il 40,2% indica listini in aumento, soprattutto nel caso delle commodities impiegate nel settore metalmeccanico e in quello tessile, mentre solo il 3,6% rivela una diminuzione.

    LA SOLVIBILITA’

    I casi di insolvenza e di ritardo dei pagamenti rappresentano, oltre al limitato orizzonte di visibilità, un’ulteriore criticità per le aziende di Lecco, Sondrio e Como. Quasi la metà delle imprese (45,1%), infatti, comunica di dover far fronte a insolvenze e a ritardi di pagamento da parte dei clienti. Durante il mese di novembre il fenomeno è rimasto invariato per l’86,1% del campione, è ulteriormente peggiorato per il 7,6% e si è attenuato per il restante 6,3%.

    I RAPPORTI CON GLI ISTITUTI DI CREDITO

    Anche nei giudizi riguardanti i rapporti tra le imprese di Lecco Sondrio e Como e gli Istituti di credito durante il mese di novembre prevale la stabilità. Le indicazioni riguardanti la natura delle condizioni praticate fanno emergere infatti un quadro di conservazione: nell’89,4% è comunicato il mantenimento delle condizioni, nel 6,2% un peggioramento e nel restante 4,4% un miglioramento.
    Nel caso degli spread e dei tassi di interesse applicati è stato rilevato un aumento per il 6,3% delle aziende; il 12,4% del campione ha indicato invece un incremento delle spese e delle commissioni bancarie. In merito ai giudizi formulati dalle aziende riguardo la propria liquidità aziendale, il 37,5% del campione indica soddisfazione, il 41,1% segnala una situazione normale mentre il restante 21,4% ritiene la situazione migliorabile.

    L’OCCUPAZIONE

    L’andamento occupazionale delle imprese dei tre territori globalmente considerate rivela stabilità durante il mese di novembre. Per oltre otto imprese su dieci (84,3%), infatti, il giudizio sulla situazione della forza lavoro risulta improntato al mantenimento dei livelli. In caso di indicazioni di variazione, si registra una diminuzione per il 10,4% del campione ed un incremento per il 5,3%.
    Le aspettative occupazionali per i prossimi mesi e riguardanti il proprio settore di attività si mantengono orientate alla stabilità, indicata nell’82,6% dei casi. In tale quadro, i giudizi riguardanti una possibile diminuzione degli occupati (12,2%) si rivelano però superiori ai giudizi indicanti un aumento (5,2%).