UNESCO. Como città della Seta: un progetto da condividere

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Il logo ufficiale

Como città della Seta. Una candidatura UNESCO (qui il comunicato), ma anche un progetto di consapevolezza, innovativo. Che cosa emerge?

Ecco i punti: Muoversi! Che la città si muova! Insieme si vince! Un imperativo, un’esortazione quasi una supplica e infine una sorta di slogan (politico?). Se tale è il “principio”, vuol dire che la valutazione (della città attuale) non è positiva. Si sta parlando di Como che è ferma, che è pigra, che è disunita.

Creativa, Como? Lo era, lo è, lo sarà ancora? Si citano Plinio già detto il Vecchio e questo la dice lunga… E poi i Maestri comacini, il cui sapiente “fare” s’è consumato nella notte dei tempi e il grande Volta, trasformatore della realtà in energia (allora pulita).

Ma questi sono – appunto – miti. La quotidiana operosità del popolo comense del XXI secolo è ancora definibile creativa, fantasiosa e fantastica? I 20 mila addetti alla filiera tessile sono ancora considerati parte integrante del mondo emozionale e della bellezza nonché del lusso (della seta) o son solo parte del mondo produttivo? Un prodotto tra tanti.

La diminuzione della lavorazione serica non incide sulla qualità del prodotto né sull’immagine del comparto. Il lago e la seta sono (vedi il logo presentato dal Comitato) due elementi legatissimi, fluttuanti e armoniosi. Bisogna solo convincere i commissari dell’UNESCO e per questo ci vuole tutta la capacità di stare insieme, caratteristica che Como non ha tra le prime sue qualità…

C’è dunque il logo e c’è il lavoro condotto da una trentina di operatori, coordinati dal Comitato promotore “Como & Seta” e Fondazione Volta. Poi (o prima) c’è il Comune di Como, la cui partecipazione al progetto è determinante (il sindaco Mario Landriscina ha firmato il protocollo).

Cosa manca?

I quattrini!, come dicono gli imprenditori impegnati tuttavia nel progetto, usando una parola antica, ma sempre molto necessaria. Mancano all’appello ancora le banche e, soprattutto, la consapevolezza dei comaschi di voler partecipare all’idea condivisa di valorizzazione della storia, del lavoro, della creatività, dell’industria e della moda che la seta può suscitare. Un tessuto che per decenni ha dato lavoro a migliaia di famiglie e di individui specializzati e che oggi può ancora essere il mezzo per valorizzare tutto il territorio. Laghi compresi.

“Canti della seta”, 2017, a cura del Teatro Sociale di Como