Un Sistema vincente

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Expo 2015: occasione per il territorio comense

Manca meno di un anno all’apertura di Expo 2015 ed è iniziato il conto alla rovescia, ma Expo non è un gioco. Non è una gara. Non è un mercato e neanche un negozio. Forse è solo un’occasione per dimostrare che non siamo il paese dei citrulli anche se abbiamo rischiato di diventare quello dei campanelli.

La posta in gioco è troppo alta per non accettare la sfida internazionale, ma anche il piano finanziario di Expo è troppo allettante per non attrarre le menti malvagie e le organizzazioni criminali.

Tuttavia, non si può più tornare indietro e non per la figura planetaria che si farebbe davanti al mondo (147 i paesi partecipanti), ma per l’impegno e il denaro investito da molti progettisti, imprese, industriali, società, enti, banche…

Ciascuno con i propri interessi – e ciò non è di per sé un male – uniti a quelli del proprio territorio d’appartenenza. Cioè di tutti

Como è, tra i territori vicini all’Expo, la città più favorita anche per merito di una bellezza naturale indiscussa (del Lario e della Brianza) che ha il potere d’attrarre visitatori, turisti, investitori e la capacità di offrire ospitalità e occasioni di svago e di cultura.

Purtroppo l’insieme provinciale è spesso (e quasi volentieri) incapace di raccordarsi e di progettare interventi comuni. Presentarsi disuniti all’Expo sarebbe (stato) un disastro organizzativo e, invece di promuovere il futuro, avremmo rischiato di perdere lo spazio già conquistato. Il turismo è crudele e può spostarsi speditamente da un capo all’altro del mondo. L’industria “facilmente” può decentrarsi.

Primo, dunque, unire le forze.

Da quasi tre anni l’attenzione di Camera di Commercio, Provincia di Como, Comune di Como, Olgiate Comasco, Erba, Mariano Comense e Cernobbio (tanto per citare i principali) ha prodotto una nuova attenzione verso le tematiche Expo (energia e alimentazione) ed ha sensibilizzato associazioni d’imprenditori, consorzi, persone, enti, progettisti insomma gran parte del mondo produttivo e creativo.

Le risposte a tanto impegno incominciano ad arrivare e moltissimi sono i contatti fissati tra questo nostro mondo ed Expo: per costruire, proporre servizi, organizzare accoglienza, immaginare eventi, promuovere la cultura.

JSC15, questo magazine che si lancia nel web, è la prova che il lavoro di squadra sin qui condotto (non senza contrasti e spesso tra incomprensioni) ha tuttavia portato ad una nuova dimensione operativa un territorio ricco e creativo fino a condurlo a tessere una “rete” resistente e capace di attrarre e mantenere esigenze e soluzioni.

JSC15 di tutto questo darà conto: giorno dopo giorno. Fino all’apertura di Expo, durante la Grande Esposizione universale e, chissà, magari anche dopo. Se l’idea è vincente – come si dice – perché cambiarla?