XXCO_362: Un quartiere popolare complesso

 Veduta recente del nucleo originario del quartiere

Il primo dei due volumi che raccolgono tutte le 366 schede di XXCO quotidianamente pubblicate è disponibile presso NodoLibri (via Borsieri 16, Como, € 20 anziché € 25), sul sito internet e in libreria. 
La prima parte propone le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.

 

La scheda di oggi è un po’ complicata...

In effetti, si tratta non di un edificio ma di un intero quartiere, cresciuto in alcuni decenni di intenso lavoro, anche se unitariamente progettato all’origine (e questo giustifica quest’unica scheda) da almeno tre gruppi distinti, per quanto coordinati.

Insomma, prendete questa scheda un po’ come se fosse un riassunto di un intero pezzo di storia dell’edilizia residenziale “popolare”. Nonostante tutti i problemi, mi è sembrato importante sottolineare l’unitarietà del concetto originario, che fa di questo quartiere, con tutte le questioni connaturate a tale tipologia di intervento, una delle più interessanti realizzazioni del periodo, non solo a livello locale.

Fabio Cani

 

Quartiere IACP (Ina Casa e Gescal) di Sagnino

1o gruppo Ina Casa: Ezio Cerutti (capogruppo), architetto, Franco Bassi, ingegnere, Guido Gai, ingegnere, Gianemilio Monti, architetto, Giorgio Moro, ingegnere; 2o gruppo Ina Casa: Pietro Lingeri (capogruppo), architetto, Piercarlo Lingeri, ingegnere, Emilio Terragni, architetto; gruppo Gescal: Piero De Amicis (capogruppo), architetto, Eugenio Gentili Tedeschi, architetto, Vico Magistretti, architetto, Rinaldo Scaioli, architetto

1956-1962, 1963-1965

Como, Sagnino, via Sagnino, via Caracciolo, via Ferabosco, via Marco d'Oggiono, via Quaglio

stato: visibile - visitabile - ben conservato

 

Il quartiere di edilizia economico-popolare di Sagnino sorge tra la metà degli anni Cinquanta e la metà dei Sessanta in un'area quasi interamente libera di costruzioni tra i piccoli nuclei antichi di Quarcino e Mognano. Progettato in più fasi, per conto di Ina Casa prima e Gescal poi, sotto la direzione dell'Istituto Autonomo Case Popolari di Como, è basato su uno schema estremamente variegato, volto a realizzare un insediamento dai caratteri urbani, ma non eccessivamente intensivo, con ampi spazi a verde e inserito nella morfologia del territorio.

Il primo lotto di lavori, avviato nel 1956, comprende circa mille vani per 199 alloggi, con stabili di diverse tipologie, alcuni pluripiano in linea (ma sempre con corpi di fabbrica spezzati) e altri a due soli piani; con il secondo lotto, che segue gli stessi criteri, si arriva a 409 alloggi per circa duemila vani, destinati a duemila abitanti complessivi, distribuiti su una superficie di 60 mila metri quadrati. Diversificate sono anche le finiture: con intonaco civile bicolore oppure con mattoni faccia a vista e griglia strutturale in cemento armato in evidenza.

Questi primi nuclei abitativi, conclusi entro i primi anni Sessanta, sono progettati da due gruppi facenti capo agli architetti Ezio Cerutti e Pietro Lingeri e formati dagli ingegneri Bassi, Gai e Lingeri, e dagli architetti Monti, Moro e Terragni; la direzione lavori è dell'Ufficio Tecnico dello IACP di Como.

Pochi anni dopo subentra un nuovo gruppo di progettisti, coordinato dall'architetto Piero De Amicis e comprendente gli architetti Gentili Tedeschi, Magistretti e Scaioli. Anche in questo terzo lotto gli edifici sono sfalsati e variamente orientati. In questo caso, sono introdotti percorsi porticati al pianterreno, mentre le finiture verticali sono a intonaco civile di diversi colori secondo i gruppi di edifici, con gli elementi strutturali verticali lasciati in cemento a vista.

I numerosi stabili residenziali sono quasi del tutto privi di negozi, concentrati, secondo il progetto originario, in alcuni nuclei definiti, attorno al centro civico. Nei decenni seguenti alla realizzazione, il quartiere è stato progressivamente dotato degli indispensabili servizi, tra cui si devono ricordare la scuola dell'infanzia e secondaria di I grado, entrambe di Luigia Martinelli dell'Ufficio Tecnico del Comune di Como, e la scuola primaria, realizzata alla fine degli anni Settanta su progetto di Luigi Zuccoli e Pier Carlo Noè; la chiesa di San Paolo viene realizzata nel 1967, su disegno dell'ingegnere Gilberto Marziano, ma negli anni Novanta, in ragione dell'aumentata popolazione del quartiere, si è proceduto alla progettazione di un nuovo edificio di culto, invitando alcuni professionisti a sottoporre le proprie proposte, tra le quali è stata scelta quella redatta ancora dall'ingegnere Marziano, ultimata nel 1994.

In tutti questi anni, attorno al nucleo originario di case economico-popolari sono state edificate numerose altre residenze, che hanno fatto di Sagnino uno dei quartieri più popolosi della città.

Plastico planivolumetrico del quartiere

Veduta d’epoca delle residenze costruite con il primo lotto dei lavori, 1960 ca

Gli edifici residenziali Ina Casa a due soli piani, in una veduta d’epoca

Gli edifici residenziali Ina Casa a due soli piani, in una veduta recente

Gli edifici residenziali Ina Casa a più piani, in una veduta d’epoca

Gli edifici residenziali Ina Casa a più piani, in una veduta d’epoca

Gli edifici residenziali Ina Casa a più piani, in una veduta recente

Disegno di progetto per gli edifici residenziali Gescal (http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture900/schede)

Gli edifici residenziali Gescal progettati da Vico Magistretti, in una veduta d’epoca (http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture900/schede

Gli edifici residenziali Gescal progettati da Vico Magistretti, in una veduta recente

Veduta degli edifici residenziali Gescal

Veduta recente della chiesa parrocchiale di San Paolo

 

 

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