XXCO_355: Una scuola doppia

 Veduta recente della scuola dell’infanzia

Il primo dei due volumi che raccolgono tutte le 366 schede di XXCO quotidianamente pubblicate è disponibile presso NodoLibri (via Borsieri 16, Como, € 20 anziché € 25), sul sito internet e in libreria. 
La prima parte propone le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.

 

Quasi alla fine del mio lavoro annuale, ormai dovrebbe essere chiaro quali siano alcuni dei miei chiodi fissi. Tra questi, ci sono sicuramente le scuole: una tipologia che nel Comasco ci ha lasciato in eredità alcuni capolavori storici e molti altri esempi interessanti, anche in epoca recentissima.
Spero di avere, in quest’anno, contribuito a far conoscere alcune di queste scuole poco valorizzate dal punto di vista della loro architettura, e invece portatrici di valori alti (che sono valori culturali e, quindi, inevitabilmente educativi).
L’edificio di oggi si colloca in questa serie, testimone sincero della sua epoca, cioè di una stagione precisa della politica architettonico-scolastica, cui il progettista ha dato un contributo rilevante con le sue numerose realizzazioni. Per di più, questa scuola è anche conservata nelle forme e nelle funzioni originali, e consente così di considerare “dal vivo” quella stagione, da cui ci separa quasi mezzo secolo.

Fabio Cani

 

Scuola dell’infanzia, Scuola primaria “Gianni Rodari”

Enrico Mantero, architetto

1971-1975

Olgiate Comasco, via della Repubblica

stato: visibili - ben conservate

 

Inizialmente affidato per la progettazione all’ingegnere Gianni Mantero, il complesso di Olgiate Comasco viene poi interamente sviluppato dal figlio architetto Enrico; comprende un edificio per la scuola dell’infanzia e uno per la scuola primaria, realizzati seguendo una logica compositiva simile, e utilizzando gli stessi materiali.
La scuola primaria è un volume che appare piuttosto compatto all’esterno, ma estremamente articolato all’interno, con le aule distribuite su tre livelli, funzionalmente distinti (ingresso-aule, didattica-aule, interciclo), sfalsati di mezzo piano e collegati da brevi rampe di scale. Al centro, il corridoio distributivo è illuminato dall’alto dalle vetrate di una sorta di shed.

La scuola dell’infanzia è organizzata in maniera analoga, con l’atrio e i servizi verso nord, e gli spazi per l’attività didattica verso sud; in questo caso però, tra i diversi locali, si inseriscono alcune piccole corti di forma e disposizione regolare; il corridoio longitudinale, illuminato dall’alto con vetrate, si prolunga in una sorta di pensilina, il cui sostegno triangolare ripete la forma dello shed della scuola primaria; alcuni grandi portali in cemento fungono da schermi per le finestre delle aule. Tutte le pareti esterne sono lasciate in cemento a vista, profondamente segnato dalla texture dei casseri lignei; i serramenti sono in metallo, dipinti di giallo per la scuola dell’infanzia e di azzurro per la scuola.

Progettato con la possibilità di un’espansione modulare, il complesso è rimasto nella consistenza originaria; è però stata aggiunto nel 2007 un nuovo edificio, progettato dallo studio AAAA quattroassociati, che ospita la palestra, la mensa e uno spazio polifunzionale.

 

Sezioni della scuola primaria (Archivio Gianni ed Enrico Mantero)

Veduta della scuola primaria, 1975 ca (Archivio Gianni ed Enrico Mantero).

Interno della scuola dell’infanzia, 1975 ca (Archivio Gianni ed Enrico Mantero)

Esterno della scuola dell’infanzia,1975 ca (Archivio Gianni ed Enrico Mantero)

Veduta della scuola dell’infanzia, 1975 ca (Archivio Gianni ed Enrico Mantero)

Veduta recente da via della Repubblica

 

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