XXCO_352: Una casa medievale

 Veduta recente di un dettaglio della fronte su via Olginati, con i diversi tipi di aperture ricostruite e le murature risarcite

Il primo dei due volumi che raccolgono tutte le 366 schede di XXCO quotidianamente pubblicate è disponibile presso NodoLibri (via Borsieri 16, Como), sul sito internet e in libreria. 
La prima parte propone le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.

 
La scheda di oggi potrebbe sembrare inutilmente provocatoria. Cosa ci fa un edificio medioevale in una ricerca dedicata all’architettura del XX secolo?
È invece profondamente rappresentativa di un’intera fase dell’operare architettonico nella città di Como, quando la maggior parte, per non dire la totalità, degli interventi auspicati (e possibili) nel centro storico erano interventi di recupero. Si è molto discusso su quella fase, e soprattutto sulla sua connessione con il progetto generale per il futuro della città proposto in quegli anni (genericamente denominato “di terziarizzazione”); le questioni sono di estrema complessità, e il fatto che ancora la coscienza critica cittadina non sia stata in grado di elaborarle fino in fondo è, a mio avviso, uno degli elementi che intralciano la messa a fuoco del possibile destino urbano di Como. Ma – davvero – l’approfondimento di tutti questi aspetti travalica i limiti di questa ricerca.
 
Vorrei, però, sottolineare, a margine della scheda, alcune questioni che mi appaiono rilevanti dal punto di vista architettonico, e che mi sembrano particolarmente evidenti nell’intervento sull’edificio che presento oggi, non a caso diventato paradigmatico, anche nel discorso comune. In primo luogo è stato troppo poco sottolineato l’intervento autoriale che sottostà a questo tipo di operazioni, quasi che il restauro (o il recupero) debba seguire linee obbligate e “si faccia da sé”. Niente di meno vero, e mi pare più che doveroso che questo lavoro porti bene in evidenza il nome dell’autore. In secondo luogo, questo intenso lavorìo di recupero di una “veste” antica per gli edifici mostra tutta la distanza tra l’immagine “tradizionale” del Medioevo e quella “attuale”; in realtà, nessuno dei progettisti revivalisti ed eclettici riconoscerebbe come possibili modelli queste case... In terzo luogo, e in maniera ancora più radicale, bisogna essere avvertiti del fatto che la logica sottesa al “restauro tipologico” (come si venne progressivamente identificando questo modello di intervento) ha esiti importanti anche dal punto di vista metodologico: infatti, si viene progressivamente allentando il legame funzionale che è alla base dell’architettura (non solo di quella moderna, ma anche di quella tradizionale), per cui il restauro si esegue “per quello che deve essere” e solo dopo ci si confronta con le esigenze dell’uso di quell’edificio (residenziale o museale che sia); e ancora: la ricerca della struttura originale (almeno in linea teorica) conduce alla sovrastima degli elementi di continuità rispetto a quelli di trasformazione, altrettanto essenziali nello sviluppo storico.
 
Come si vede, le questioni sollevate da questo piccolo edificio sono tante, e tutte profondamente moderne. Mi sembra che bastino per giustificarne la sua presenza tra le architetture del XX secolo.

Fabio Cani

 

Edificio per residenze e negozi (Casa Bazzi)

Restauro: Gianfranco Caniggia, architetto

1969-1973

Como, via Olginati 3

stato: visibile - ben conservato

 

Nel 1969, l’amministrazione comunale di Como vara un programma di valorizzazione e restauro per dieci edifici del centro storico, per i quali sono stati identificati interessanti elementi medioevali occultati nelle ristrutturazioni posteriori. L’edificio di via Olginati è però l’unico per cui si procede a un restauro integrale, condotto dall’architetto Caniggia con la collaborazione dell’Ufficio Tecnico Comunale.

Nella facciata, con il paramento a pietra a vista in evidenza, si riconoscono tre piccole case originarie, poi riunite; sono state rimontate anche bifore e finestre, con elementi in parte originali. All’interno sono stati ricostruiti i piani di calpestio ai supposti livelli medioevali. Il cortile è invece riconfigurato secondo l’aspetto postmedioevale, con balconi retti da una struttura lignea e parapetti in mattoni, e affreschi decorativi del XVI-XVII secolo.

 

Rilievo integrativo della fronte su via Olginati

Veduta del cortile con i balconi a struttura lignea, foto Gin Angri, 1980

 

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