XXCO_351: Un seminario nel paesaggio

 Veduta recente della chiesa e dei passaggi di collegamento tra i vari corpi dell’edificio

XXCO è ora un libro: sabato 17 dicembre alle ore 17.00, presso la sede NodoLibri (Como, via Borsieri 16), sarà presentato, in occasione di un conviviale scambio di auguri, il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
Per gli amici e le amiche un'altra gradevole sorpresa: alle ore 16, sempre in via Borsieri 16, ci sarà la possibilità di visitare il laboratorio di Agnes Duerrschnabel ceramista e artista, creatrice di oggetti dalle splendide forme e dai colori delicati.

 

L’edificio di oggi è uno di quelli che nella fase di espansione della prima metà degli anni Sessanta hanno profondamente segnato l’immagine urbana di Como. Visibile da molti punti della città e soprattutto dal suo ingresso meridionale, provenendo da Camerlata, il grande edificio si impone in posizione elevata, con una scelta consapevole cui sicuramente venne associata anche una valenza simbolica, data la sua funzione religiosa.
Non mancò ovviamente di scuscitare polemiche, in un momento in cui cominciavano a destarsi le prime consapevolezze ambientalistiche. Pur rifancendosi a un modello di scuola-collegio piuttosto tradizionalista, vi si possono individuare alcune aperture verso un linguaggio architettonico sinceramente moderno, nel sistema di percorsi distributivi, per esempio, e anche nell’elemento più momentale, cioè la chiesa, caratterizzata da una struttura austera e dinamica.

Fabio Cani

 

Seminario vescovile

Giuseppe Calori, architetto, Giuseppe Martinenghi, architetto

1961-1966

Como, via Baserga 81

stato: visibile - parz. visitabile - ben conservato

 

Il nuovo seminario viene promosso dal vescovo Felice Bonomini all’inizio degli anni Sessanta per sopperire alle carenze dell’antica sede presso Sant’Abbondio. Progettato dai professionisti milanesi Calori e Martinenghi, il grande edificio si insedia sulla cima del colle che sovrasta il nucleo di Muggiò con una rilevante intromissione nel paesaggio; nemmeno l’estrema articolazione planimetrica serve a ridurre l’impatto dei volumi.

Durante le fasi di cantiere, condotto tra 1963 e 1966, viene modificata la conformazione della chiesa (attribuita al solo Calori), resa molto più semplice e dinamica dalla copertura a vela. Le diverse ali sono collegate da corridoi vetrati. Molto varie sono le finiture esterne, che alternano lastre di ceppo, intonaco civile, tessere vetrificate di colore scuro.
In anni recenti nel complesso sono stati riuniti tutti i corsi del seminario e la sede del Centro Studi Rusca.

 

Plastico di progetto (Biblioteca Seminario Vescovile)

Vedute della chiesa e dei dormitori, foto Aleph, 1994

 

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