XXCO_348: Un fondale urbano modulare

 Veduta recente della fronte dell’albergo Barchetta Excelsior, dopo la ristrutturazione

XXCO è ora un libro: sabato 17 dicembre alle 17, presso la sede NodoLibri (Como, via Borsieri 16), sarà presentato, in occasione di un conviviale scambio di auguri, il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
Per gli amici e le amiche un'altra gradevole sorpresa: alle ore 16, sempre in via Borsieri 16, ci sarà la possibilità di visitare il laboratorio di Agnes Duerrschnabel ceramista e artista, creatrice di oggetti dalle splendide forme e dai colori delicati.

 

L’edificio della scheda odierna è certamente uno dei più conosciuti della città, soprattutto per la sua posizione, affacciato sul lago, quasi al centro del fronte urbano; ciononostante, la sua storia e le sue caratteristiche non sono particolarmente note.
Merita quindi un approfondimento, che questa volta si può valere anche di inediti materiali d’archivio cortesemente messi a disposizione dalla famiglia del progettista comasco. È un altro pezzo di storia del Novecento (non proprio “piccolo” data la volumetria del manufatto) che si può ripercorrere attraverso le vicende architettoniche.
Che è poi l’obiettivo principale di questo lavoro.

Fabio Cani

 

Edificio per residenze, uffici, negozi e albergo “Barchetta Excelsior”

Gian Luigi Giordani, architetto, Gian Paolo Allevi, ingegnere

collaborazione: Aldo Barazzoni, ingegnere, Mario Bernasconi, ingegnere, Luciano Trolli, ingegnere

1954-1960

Como, piazza Cavour 1-9

stato: visibile - trasformato

 

Il rinnovamento del fondale di piazza Cavour, previsto già nel piano regolatore della seconda metà degli anni Trenta, in continuità con le demolizioni della retrostante Cortesella, viene avviato alla metà degli anni Cinquanta. Dopo un lungo dibattito, che comprende anche un concorso di idee (di cui però si conosce assai poco), si procede alla sostituzione del gruppo di case antiche porticate con un unico grande edificio che riprende il tema dei portici, ma lo ripropone in una versione radicalmente nuova. Il progetto è redatto dall’architetto milanese Gian Luigi Giordani, coadiuvato da un gruppo di ingegneri comaschi: Gian Paolo Allevi, Aldo Barazzoni, Mario Bernasconi e Luciano Trolli, di cui, nella fase esecutiva, resterà solo Allevi.

L’edificio è basato su uno schema modulare di quattordici campate in facciata; al piano terra sono le vetrine, al primo piano una sorta di loggia sporgente vetrata, ai quattro piani superiori una serie ininterrotta di balconi sagomati, il tutto coronato da un piano attico con il tetto mansardato. La struttura portante è in metallo (evidente nei pilastri dei portici), e costituisce in città l’esempio più imponente di tale impiego. La fronte su via Albertolli è molto più semplice e presenta degli allineamenti verticali di finestre a filo parete, anche se il progetto originario prevedeva la realizzazione di una grande pensilina sotto cui collocare la storica edicola. Il settore orientale (il primo a essere realizzato) ospita l’albergo Barchetta Excelsior.

Accolto con qualche perplessità dall’opinione pubblica per la sua veste inconsueta, l’edificio è entrato a far parte stabilmente del panorama urbano del capoluogo; recentemente, l’ammodernamento dell’albergo ha comportato la rimozione di buona parte degli elementi di allestimento più caratteristici, come i frangisole in legno sui balconi.

 

Prospettiva di progetto con la fronte verso piazza Cavour (archivio Allevi)

Schizzo con l’allestimento della zona di via Albertolli (archivio Allevi)

Il primo settore dell’edificio con l’albergo Barchetta, ultimato entro la fine del 1957; in evidenza la struttura metallica (archivio Allevi)

Veduta complessiva della fronte su piazza Cavour, foto Aleph, 1994

Veduta dell’edificio in rapporto al Duomo, dall’alto del Monumento ai Caduti

 

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