XXCO_341: Una residenza divergente

 Veduta recente del fronte sud verso il giardino

XXCO diventa un libro, anzi due: sabato 17 dicembre alle 17, presso la sede NodoLibri (Como, via Borsieri 16), sarà presentato, in occasione di un conviviale scambio di auguri, il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.

Per gli amici e le amiche un'altra gradevole sorpresa: alle ore 16, sempre in via Borsieri 16, ci sarà la possibilità di visitare il laboratorio di Agnes Duerrschnabel ceramista e artista, creatrice di oggetti dalle splendide forme e dai colori delicati.

 

Avvicinandosi la conclusione di questo percorso, si intensificano le schede dedicate alle realizzazioni degli ultimi anni del Novecento (che, peraltro, ho cercato di distribuire fin dall’inizio). Come già per altri edifici, anche la residenza di oggi proviene dalla selezione del premio “Magistri Comacini”, nell’edizione del 2001: siamo quindi proprio allo scadere del periodo considerato.
Gli aspetti che più mi interessa sottolineare sono, da un lato, l’estrema varietà delle impostazioni delle residenze e, dall’altro, la rivitalizzazione del modello della “piccola residenza isolata” che, dopo il lungo periodo di apnea delle “villette”, è tornato ad essere uno dei grandi temi della progettazione architettonica.

Fabio Cani

 

Residenza unifamiliare

Cristina Viganò, architetta

1999-2000

Lurago d’Erba, via Sant’Andrea 10

stato: parz. visibile - ben conservata

 

La residenza, configurata a partire dalla forma del lotto disponibile, si compone di due corpi divergenti, collegati da un elemento a doppia altezza, in cui è collocato anche l’ingresso.
I due volumi laterali hanno finestre a tutta altezza sui lati brevi, mentre i setti murari lunghi sono quasi completamente ciechi e si prolungano leggermente oltre le vetrate.

Il percorso di ingresso si immette nel grande soggiorno che continua anche in un portico verso il giardino. I locali sono divisi tra zona giorno al piano terra e zona notte (con uno studio) al primo piano.
La finitura esterna è tutta a intonaco civile di colore bianco, ma particolare rilievo assumono sia le ampie vetrate, tutte ritmate da una partizione modulare, sia la copertura metallica a due falde del corpo centrale, che sottolinea il movimento rotatorio della composizione complessiva.

 

Prospetti nord e sud

Planimetria del pianterreno

Veduta dal vialetto di ingresso

 

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