XXCO_339: Scuola con convento

 Veduta recente della chiesa da via Muggiò

XXCO diventa un libro, anzi due: entro inizio dicembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

 

L’edificio di oggi interpreta in chiave moderna una tipologia antica, quella del convento con annessa scuola. Non a caso è erede di un’istituzione insediatasi nel corso dell’Ottocento in un grande convento cittadino femminile (come si capisce facilmente dalla dedicazione), poi a lungo dismesso e in seguito ristrutturato per diventare di nuovo scuola (in questo caso pubblica).
La reinterpretazione contiene più di un motivo di interesse, con una dialettica tutt’altro che scontata tra modernità e tradizione, e tra architettura e arte. È un altro esempio di quegli anni Sessanta comaschi che troppo spesso vengono rimossi dalla storia e dall’attenzione.

Fabio Cani

 

Collegio Santa Chiara

Giuseppe Pierpaoli, architetto

1962-1965

Como, Muggiò, via Santa Chiara 10

stato: visibile - parz. visitabile - ben conservato

 

Nuova sede per un’antica istituzione scolastica comasca, il complesso di Muggiò comprende, oltre alle aule per la didattica, anche le residenze per le suore della congregazione delle Figlie di Gesù e una vera e propria chiesa.

È quest’ultimo l’elemento più in evidenza del gruppo di edifici, spinto a sovrastare la via Muggiò (mentre l’ingresso alla scuola avviene sul lato opposto, da via Santa Chiara) con una serie di volumi disposti ortogonalmente all’asse principale e sottolineati dagli elementi strutturali in cemento armato a vista. Il cemento è in gran parte protagonista anche all’interno, mitigato però dalla luce colorata delle vetrate disegnate dal pittore Alfonso Salardi; sullo spazio della navata si affacciano anche, con una sorta di matroneo, le celle delle suore.

Gli altri spazi del collegio sono disposti in due corpi principali  longitudinali, e in uno trasversale di collegamento.

 

Prospettiva di progetto del complesso

L’interno della chiesa, sulla parete di fondo le vetrate di Alfonso Salardi

 

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