XXCO_338: Un edificio composito

 Veduta recente dall’inizio di via Corbetta

XXCO diventa un libro, anzi due: entro inizio dicembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

 

L’edificio odierno sta in relazione dialettica con quello di Zuccoli presentato due giorni fa: pressoché contemporaneo (entrambi si collocano all’inizio degli anni Sessanta), intrattiene con la strada una relazione altrettanto stretta ma molto diversa. Laddove l’edificio di viale Masia a Como insisteva sul ritmo quasi isocrono del reticolo di facciata, qui si insiste in continue leggere (ma evidenti) variazioni sulla griglia di base, con la sottolineatura dell’insolito taglio sbieco del basamento. Due modi molto diversi di reinterpretare la modernità razionalista.

Fabio Cani

 

Edificio per residenze e negozi "Beni stabili"

Mario Asnago, architetto, Claudio Vender, architetto

1957-1963

Cantù, via Corbetta 3

stato: visibile - ben conservato

 

Realizzato tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio del decennio seguente, l’edificio di Cantù presenta i tipici elementi del linguaggio degli architetti Asnago e Vender, con l’utilizzo del lessico di derivazione razionalista in funzione dinamica. Qui, in particolare, viene enfatizzato l’andamento in ascesa della strada, con una zoccolatura a negozi dal forte taglio sbieco, così come si utilizza la disposizione asimmetrica e la varietà delle finestre per movimentare le fronti (soprattutto le due facciate laterali e quella verso il cortile).

Il blocco edilizio, assai semplice nelle sue linee generali, si inserisce in questo modo nel tessuto edilizio del centro storico di Cantù con dinamismo e flessibilità, dialogando con l’intorno (particolarmente efficaci sono alcuni scorci dai percorsi trasversali che inquadrano gli spigoli dell’edificio).

 

Veduta dello spigolo all’incrocio con via Chiavelli

La parete rivolta verso l’interno del lotto

 

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