XXCO_330: Una villeggiatura austera

 Veduta recente dell'ingresso

XXCO diventa un libro, anzi due: entro inizio dicembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

 

L’inesauribile patrimonio di ville, villini e villone sparso su colline, montagne, pianure e sponde del territorio comasco non smette di sollecitare la mia curiosità...
La scheda di oggi è relativa a una villa che ho “scoperto” sui libri, e che ripropongo dopo averla verificata dal vero soprattutto per sottolineare che questo ampio fenomeno della villeggiatura ha contribuito a ridisegnare (e arricchire) un ambito territoriale assai più ampio di quanto comunemente si ricordi. Del resto il paese di Caglio, a partire dall’evocazione del soggiorno segantiniano, era una delle mete “classiche” della Milano che conta.
Si spiega così la presenza di un architetto a suo tempo di “grido”, con un’opera non di routine.

Fabio Cani

 

Villa De Mattia

Ottavio Cabiati, architetto

1920-1921 ca

Caglio, viale De Mattia Carbonini 7

stato: parz. visibile - ben conservata

 

La villa, una delle più rilevanti del paese di Caglio, meta favorita delle famiglie milanesi nei primi decenni del Novecento, è basata su uno schema piuttosto semplice, con una planimetria a C, in cui l’ingresso avviene per così dire dal retro, mentre la fronte principale rivolta verso valle si apre su un ampio giardino all’italiana.

Dal punto di vista stilistico, il progetto si richiama al revivalismo storicistico, ma nella sua versione estremamente austera (la fronte verso strada presenta pareti con poche aperture e con l’unico elemento caratterizzante della loggia architravata al primo piano) inclina al Novecento, soprattutto nell’ingresso al giardino, realizzato con due quinte di una certa monumentalità e affiancato da una edicola religiosa
Il complesso di villa e giardino è però quasi completamente nascosto alla visione dalla strada

 

Disegno di progetto per il salone principale

Veduta d’epoca della villa dal viale di accesso

 

 

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