XXCO_327: Una villa fiorita

 Veduta recente del complesso di villa e giardino

XXCO diventa un libro, anzi due: entro inizio dicembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

 

Anche la villa di oggi è, purtroppo, anonima.
Sulla sponda opposta del Lario rispetto alla scheda di ieri, questo edificio floreale – certamente uno dei più rigogliosi esempi di decorazione liberty di tutto il territorio – è poco noto e poco studiato. Da ciò evidentemente dipende il fatto che, nonostante le ricerche esperite, tuttora non siamo in grado di dare un nome al suo autore, verosimilmente da cercare fuori del territorio, tra i tanti professionisti approdati sul lago di Como al seguito di villeggianti forestieri.
Vale quindi anche per questa scheda la speranza di ieri.

Fabio Cani

 

Villa unifamiliare

progettista non identificato

1905-1910 ca

Menaggio, Loveno, via Filzi 35

stato: visibile - ben conservata

 

La villa, isolata ai margini del piccolo centro di Loveno, già interessato nell’Ottocento dall’edificazione di numerose ville, è uno degli esempi locali più espliciti di decorazione “floreale”.

Su di un basso basamento in pietra, l’edificio è composto da molti volumi, accostati in modo piuttosto libero e senza troppe preoccupazione di proporzioni; la snella torretta è in realtà una colombaia, così che la villa evidenzia alcuni singolari convergenze con l’edilizia tradizionale. La caratteristica fondamentale è comunque costituita dalla profusione di elementi fitomorfi che dai capitelli alle cornici delle finestre, dalle pareti fino alle antefisse della gronda ricoprono l’intero edificio.

Purtroppo l’edificio è tuttora privo di riscontri documentari, così che restano ignoti sia i termini cronologici della realizzazione che il nome del progettista, non avvicinabile ad altri attivi sul territorio lariano.


Particolare della loggia e della torretta colombaia

Veduta della parete con il bassorilievo di Orante

 

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