XXCO_326: Una villa anonima

 Veduta recente del complesso di villa e giardino

XXCO diventa un libro, anzi due: entro fine novembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

 

La villa oggetto della scheda di oggi è uno dei pochissimi edifici cui non sono riuscito ad attribuire un progettista certo. La inserisco lo stesso nel percorso, come eccezione alla regola, perché il modello di allestimento architettonico del giardino mi sembra troppo interessante per rinunciarvi; assieme alla villa dei Pirotta a Brunate (di cui peraltro non possiede la stessa libertà immaginativa) è uno dei più compiuti esempi di articolazione artificiale del paesaggio, con una fortissima tensione nei confronti del panorama lacustre, pur non essendo collocata sulla riva.
Chissà che il pubblicarla non permetta di arrivare a qualche scoperta...

Fabio Cani

 

Villa Annetta

progettista non identificato

1916-1921 ca

Faggeto Lario, via San Primo 25

stato: visibile - ben conservata

 

Costruita intorno al 1916 e poi acquistata e subito rinnovata dalla famiglia Stoppani (di cui l’esponente più noto è stato l’industriale chimico Plinio), la villa – originariamente ubicata nel comune di Palanzo – è un semplicissimo volume parallelepipedo, collocato a mezza costa, a monte della strada Como-Bellagio. Gli interventi di rinnovamento dei primissimi anni Venti comportano però la realizzazione di una complessa appendice scenografica, con un sistema di terrazze, percorsi e belvedere, sollevato dal suolo su snelle colonne eclettiche e proteso verso il lago.

Pur essendo tuttora avvolto dall’anonimato, il progettista si dimostra personalità di rilievo, capace di riconfigurare un ampio giardino con elementi di notevole impatto visivo, in grado di inserirsi nella morfologia del paesaggio.
Gli interni sono ispirati, con maggiore sobrietà, a un clima genericamente revivalistico.

 

Uno dei cancelli in ferro battuto

Veduta del belvedere proteso scenograficamente verso il lago

Veduta del belvedere proteso scenograficamente verso il lago

 

 

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