XXCO_322: Una chiesetta di villeggiatura

 Veduta recente dell’esterno

XXCO diventa un libro, anzi due: entro fine novembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

 

Tra i piccoli, ma interessanti, interventi degli anni Cinquanta c’è anche questa minuscola chiesa voluta, secondo le testimonianze dell’epoca, per la comunità dei villeggianti sparsi sul fianco della montagna sopra Cernobbio.
È un edificio che testimonia la penetrazione del linguaggio architettonico moderno e dell’aspirazione all’unità delle arti anche in ambiti che sembrerebbero essere condizionati dalla tradizione, e che invece, almeno a Como (forse per l’eredità dell’avanguardia razionalista), si aprono all’aggiornamento e alla (piccola) sperimentazione.

Fabio Cani

 

Cappella di Madrona

Marcello Visconti, architetto

1952-1955 ca

Cernobbio, via per il Bisbino

stato: visibile - ben conservata

 

La piccolissima chiesa viene realizzata nella prima metà degli anni Cinquanta a servizio delle case di villeggiatura diffuse intorno alla strada che da Cernobbio sale al monte Bisbino. In precedenza, negli anni Quaranta, era già stato avanzato un progetto per una “chiesetta alpestre” disegnata dall’ingegnere Oscar Ortelli in stile rustico.

L’edificio costruito, viceversa, rinuncia a precisi riferimenti al lessico vernacolare, limitandosi a un richiamo ideale nell’uso delle pietre a vista (apparecchiate quasi si trattasse di muri a secco) e adottando invece forme moderne, che elaborano i riferimenti al Razionalismo.

L’alternanza di murature con pietre a vista e intonaco civile è ripresa anche all’interno, dove è collocato un grande pannello in rame sbalzato, in cui è condensata la Via Crucis, opera dello scultore Eli Riva. Nonostante la mancanza di manutenzione, l’edificio è ancora abbastanza conservato.

 

Veduta dell'interno

La Via Crucis di Eli Riva, collocata sulla parete di sinistra

 

 

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