XXCO_320: Una residenza razionalmente asimmetrica

 Particolare dei balconi e della loggia di coronamento, foto Chiara Briccola/Maarc

XXCO diventa un libro, anzi due: entro fine novembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

L’edificio di oggi si inserisce in uno degli assi fondamentali di sviluppo della Como moderna, cui ho già dedicato molte schede. Opera del capofila riconosciuto del Razionalismo comasco, la “casa” della scheda odierna sembra forse la sua realizzazione più “normale” ma, a ben guardarla, offre comunque spunti di straordinaria inventiva e modernità. Pur ridotta e trasformata (già negli anni Trenta) merita un’attenzione particolare.

Fabio Cani

Edificio per residenze e negozi (Casa Pedraglio)

Giuseppe Terragni, architetto

1935

Como, via Mentana 6

stato: visibile - in restauro

L’edificio residenziale di via Mentana viene progettato da Terragni all’inizio del 1935 a completamento di un piccolo stabile di proprietà dello stesso committente. Nelle intenzioni originali, l’edificazione dovrebbe seguire una planimetria a L con una porzione arretrata; l’edificio viene però costruito solo in parte e anche la fronte su via Mentana è ridotta di due campate.

La volumetria è molto semplice, con i negozi a pianterreno, tre piani per le residenze e un attico a loggia; la finitura originale era di pannelli di cemento di colore azzurro. La caratteristica più originale è l’allineamento dei balconi (in posizione asimmetrica dopo la riduzione dell’edificato), che presentano parte del piano di calpestio in vetrocemento così da ottenere un effetto di leggerezza e trasparenza. Già nel 1939 è modificato il pianterreno, con la chiusura delle luci di vetrina e l’introduzione di un basamento a fasce di pietra e marmo.

 Disegno di progetto con l’edificio nella configurazione originariamente prevista

Veduta generale, foto Nodo, 1989

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