XXCO_319: Uno stabilimento geometrico

 Veduta del volume a fianco dell’ingresso sulla via Vallassina

XXCO diventa un libro, anzi due: entro fine novembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

 

Nella reinvenzione dell’architettura industriale degli ultimi decenni, la Brianza (quell’area dai confini incerti tra Milano, Monza, Lecco, Como...) svolge sicuramente un ruolo particolare, per l’importanza che vi ha assunto la produzione fondata sul design, ovvero sulla progettazione che tiene in alta considerazione anche i processi produttivi.

In quest’ambito, gli stabilimenti assumono spesso un valore promozionale altissimo, configurandosi come sorta di “marchi tridimensionali” di proporzioni urbane; non a caso, infatti, molti di questi edifici hanno come elemento di massima evidenza proprio il logo aziendale; in altri casi, invece, l’equilibrio è più sottile, e nasce dallo sforzo di mostrare, anche nella realizzazione degli spazi utilitari, le proprie caratteristiche di eleganza e innovazione. Spesso, a progettare questi edifici sono le stesse personalità (architetti-designer) che collaborano alla produzione degli oggetti.

Un interessante esempio di questa fase è lo stabilimento che presento oggi, forse non tra i più precoci, ma certo tra i più misurati, con una attenta considerazione anche per le caratteristiche della percezione nel contesto di strade di grande traffico.

Fabio Cani

 

Stabilimento Poliform

Paolo Piva, architetto

1988-1990

Arosio, via Vallassina 4 (strada provinciale 41), via De Gasperi (strada provinciale 32)

stato: visibile - ben conservato

 

L’azienda Poliform, nata negli anni Settanta come sviluppo di una affermata bottega artigiana, realizza alla fine degli anni Ottanta un nuovo grande stabilimento ad Arosio, in posizione strategica all’incrocio tra due grandi arterie, le provinciali 41 (Arosio-Canzo, ovvero Vallassina) e 32 (di Novedrate), facendo del progetto dell’architetto Piva una sorta di manifesto del proprio impegno nel design.

Articolato in numerosi corpi, lo stabilimento si presenta lungo la Vallassina con una serie di volumi netti, quasi astratti, fortemente segnati dai tagli delle finestrature e dagli allineamenti orizzontali dei blocchetti di cemento di diversi colori; la fronte si conclude poi con una sorta di quinta che propone il grande marchio aziendale e lascia intravedere l’estensione della fabbrica. Dall’altro asse stradale, gli edifici, più arretrati, presentano invece scorci sui reparti produttivi.

 

Veduta della quinta sulla via Vallassina

Veduta dei reparti produttivi

 

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