XXCO_315: Una residenza assistita

 Veduta recente della fronte su via Diaz

XXCO diventa un libro, anzi due: entro fine novembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

 

Tra le molte strutture pubbliche, quelle di tipo assistenziale e sanitario sono spesso realizzate in forme anonime, quasi che la preminenza della funzione eliminasse qualsiasi esigenza espressiva e comunicativa (anche nei confronti delle persone che in un modo o nell’altro le devono vivere).

Per la loro importanza, però, ho pensato che fosse significativo presentare quegli esempi che si discostano da questa tendenza alla banalità; così nei mesi passati ho pubblicato qualche ospedale e qualche residenza sanitaria, cui aggiungo quella di oggi, testimone sincera di una stagione architettonica tra gli anni Settanta e Ottanta.

Fabio Cani

 

Residenza sanitaria Fondazione “Giuseppina Prina

Claudio Confalonieri, architetto, Emilio Pizzi, architetto - strutture: Giancarlo Bono, ingegnere

1979-1984

Erba, piazza Prina 1, via Diaz

stato: parz. visitabile

 

Esito di un concorso bandito dal Comune di Erba nel 1979, l’edificio per la casa di riposo della Fondazione “Giuseppina Prina” (più nota semplicemente come Ca’ Prina) è formato da un elemento in linea, disposto parallelamente a via Diaz, e organizzato simmetricamente, intorno alla colonna centrale delle scale e dei soggiorni di piano, attorno a cui si dispongono le camere singole e doppie.

Queste a loro volta sono pensate in previsione anche di possibili ulteriori aggregazioni. Dalla lunga fronte, scavata dal chiaroscuro delle balconate, sporge il volume dei servizi collettivi in posizione asimmetrica, mentre sul retro il volume crescente dei soggiorni è in posizione baricentrica.

L’edificio, in funzione dai primi anni Ottanta, è stato ampliato all’inizio degli anni Duemila con un volume disposto ortogonalmente e collegato al primo da un corpo cilindrico.

 

Assonometria dell’intervento

Planimetria dell’intervento

Veduta della fronte interna

 

 

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