XXCO_314: Un quartiere in espansione

 Veduta recente del quartiere dalla strada provinciale per Lecco

XXCO diventa un libro, anzi due: entro fine novembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

 

La zona meridionale della convalle comasca è sottoposta a dinamiche di espansione residenziale per tutto il Novecento; in molti casi, soprattutto in contiguità con i molti insediamenti industriali, le nuove realizzazioni si rivolgono al soddisfacimento delle esigenze dei ceti popolari. Il quartiere di oggi, uno degli ultimi prima della seconda guerra mondiale, propone modelli di estrema semplicità, ma sempre con l'intento di non aumentare eccessivamente la densità edilizia. In seguito, comunque, alcuni degli spazi lasciati liberi dall'edificazione originaria saranno riempiti con ulteriori edifici.

Fabio Cani

 

Quartiere "Dux" Cooperativa Edificatrice ora Quartiere "Risorgimento"

Antonio Giussani, ingegnere, Gabriele Giussani, ingegnere

1938-1940

Como, via Pannilani 2, via provinciale per Lecco 1

stato: parz. visitabile - ampliato

 

Ultima realizzazione della Cooperativa Edificatrice prima della seconda guerra mondiale, il quartiere si dispone in continuità con un edificio prospettante sulla strada per Lecco, impostato secondo criteri di decoro borghese, ma viene poi edificato alla fine del decennio con cinque stabili ispirati da maggior essenzialità ed economicità.

L'insediamento è previsto originariamente per 79 alloggi, con 200 vani e circa 140 residenti, più un ambulatorio medico e un lavatoio comune; le residenze sono basate su planimetrie semplici, 4 appartamenti per piano serviti da un corpo scala centrale. Esteriormente gli edifici si caratterizzano per l'impaginazione delle finestre entro fasce orizzontali, che sottolineano in particolare gli angoli; corpi laterali in lieve aggetto e balconi contribuiscono a vivacizzare i volumi.

Il quartiere è stato ampliato all'inizio degli anni Sessanta con due stabili, uno progettato dall'architetto Longhi e dagli ingegneri Mantero, Ponci e Trolli, e l'altro – affacciato sulla curva della strada per Lecco – progettato dall'architetto Enrico Mantero in collaborazione col padre Gianni, formato da due torri a pianta quadrata incastrate per uno spigolo, e coperte con originali tetti a due falde disposte diagonalmente.

 

Dettaglio dell’ingresso dello stabile all’origine del quartiere

Veduta generale del quartiere; in primo piano l’edificio degli anni Sessanta di Enrico e Gianni Mantero

Veduta generale del quartiere, 1940 ca; in secondo piano l’Ospedale Psichiatrico e la zona di Como Borghi

Veduta del cortile interno, 1965 ca

Veduta generale del quartiere, 1940 ca; in secondo piano l’Ospedale Psichiatrico e la zona di Como Borghi

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