XXCO_313: Una villa in due corpi

 Veduta recente dalla via San Primo

XXCO diventa un libro, anzi due: entro fine novembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

 

Tra le innumerevoli variazioni sul tema della residenza unifamiliare isolata (villa o villetta che sia), quella che presento oggi è interessante perché fondata su un sottile equilibrio tra elaborazione autoriale (quasi astratta) e valorizzazione tradizionale. L'edificio è ancora più interessante per la sua collocazione ambientale, in un boschetto, che lo separa dall'espansione urbana di uno dei centri della provincia che proprio nella diffusione insistita di questo modello edilizio ha trovato una sorta di modello omologante. Ma, appunto, nel numero, ogni tanto c'è qualche eccezione.

Fabio Cani

 

Villa unifamiliare

Gianni Braghieri, architetto

1975

Appiano Gentile, via San Primo 25

stato: visibile - ben conservata

 

L'edificio è disposto in due corpi di fabbrica paralleli, collegati da un corpo trasversale che fa da ingresso, in forma di veranda-serra.

In uno dei due volumi è la zona a giorno, in un unico grande ambiente, diviso da un elemento basso con i camini: nell'altro è la zona notte. I due corpi principali sono coperti da tetti a due falde, mentre il passaggio di collegamento, vetrato, è coperto da una volta a botte.

Sfruttando il notevole pendio del terreno, gli accessi sono distinti: quello pedonale, attraverso il giardino conduce direttamente all'ingresso centrale, mentre l'accesso carraio è a livello più basso.

Collaboratore di Aldo Rossi e Giorgio Grassi, l'architetto Braghieri presenta in questo edificio residenziale una configurazione architettonica di estrema semplicità e chiarezza, quasi minimalista, se non fosse per una assonanza di fondo con l'edilizia tradizionale.

 Sezione trasversale e facciata meridionale

Veduta dell’edificio poco dopo la realizzazione

 

 

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