XXCO_311: Una villa minima sul lago

 Veduta recente dalla sponda orientale del lago

XXCO diventa un libro, anzi due: entro fine novembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

 

 
Un ulteriore piccolo contributo alla conoscenza del Razionalismo sulle sponde lariane è costituito da questa piccola villa, progettata da un architetto "forestiero" ma forte di una lunga consuetudine col lago. Oggi passa quasi inosservata, ma un tempo il suo volume dipinto di rosa salmone doveva spiccare con molta maggiore evidenza, libera com'era dalla vicinanza delle più imponenti costruzioni posteriori.
Interessante, nella sua storia, il legame con una delle tante proposte "sperimentali" delle Triennali milanesi, opera di un trio di giovanissimi architetti.

Fabio Cani

 

Villa Adina

Alessandro Cairoli, architetto

1938 ca

Brienno, via Regina Nuova

stato: visibile dal lago - ben conservata

La villa, uno degli esempi di architettura razionalista inseriti con maggiore evidenza nel contesto paesaggistico del lago, viene progettata intorno al 1938 dall'architetto milanese Alessandro Cairoli, già attivo a Brienno.
È impostata su un terrazzo in cemento armato costruito sopra la darsena, che resta accessibile; il volume è composto da un semplice parallelepipedo, scavato al piano terra da un portico originariamente aperto verso il lago, e ai piani superiori modulato da un balcone e varie aperture disposte con leggere asimmetrie; il tetto è piano, secondo i dettami del Movimento Moderno.
La piccola villa riprende in parte i temi di un precedente progetto di "casa minima" presentata, insieme ai colleghi Osvaldo Borsani e Tito B. Varisco, alla Triennale di Milano del 1933, e allora realizzata con il concorso di alcune aziende edili di Brienno.

 Veduta della villa prima degli ultimi interventi di sistemazione

 

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