XXCO_309: Un asilo postindustriale

 Veduta recente da via D’Acquisto

XXCO diventa un libro, anzi due: entro fine novembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.


La recente storia del territorio è piena di aree industriali dismesse e nel peggiore dei casi abbandonate a se stesse. Ma non sono pochi nemmeno gli esempi di riqualificazione di settori urbani che hanno sfruttato i vuoti aperti dalle crisi delle aziende per "ricucire" (come si usava dire) il tessuto della società.
Uno degli esempi interessanti è l'area ex Colora, ubicata quasi ai confini della convalle, tra le prime esperienze di questo tipo, quando forse ancora qualcuno si illudeva che i problemi delle manifatture locali potessero essere considerati contingenti e non strutturali.
La scheda di oggi, dedicata al parziale riuso di quell'area a fini scolastici, serve anche a ricordare una stagione di grande crescita dei servizi pubblici per l'intera città.

Fabio Cani

 

Asilo Nido e Scuola dell'infanzia

Luigia Martinelli, architetta UTC

1977-1979

Como, via Palestro 17, via D'Acquisto

stato: visibile - parz. visitabile - ben conservati

Una parte dell'area della tintostamperia Colora, chiusa all'inizio degli anni Settanta e completamente demolita nel 1976, acquistata dal Comune di Como, serve all'edificazione di un complesso scolastico destinato a rispondere alle esigenze della prima infanzia del popoloso quartiere a sud della convalle.
Gli edifici progettati da Luigia Martinelli dell'Ufficio Tecnico del Comune di Como si presentano come un insieme di moduli a pianta rettangolare, coperti da tetto a falda unica (con un richiamo ideale agli sheds della preesistente fabbrica), con le fronti principali aperte da grandi vetrate e in parte protette da portici. I tre gruppi di unità edilizie sono orientati obliquamente rispetto agli assi stradali, così da ottimizzare l'insolazione e gli spazi di rispetto a verde che li circondano.
Negli edifici ha sede attualmente anche l'Università della Terza Età.

Immagine dell’asilo appena ultimato, foto Gin Angri, 1980 Veduta dello stabile usato dall’Università della Terza Età.

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