XXCO_305: Uno stabilimento grandioso

 Veduta recente dalla strada Como-Milano

XXCO diventa un libro, anzi due: entro fine novembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

 

Tra i pochi testimoni sopravvissuti della grandiosità delle industrie tessili di inizio Novecento, lo stabilimento di oggi ha superato ripetuti cambi di assetto proprietario e lunghi anni di abbandono. Il fatto che, a dispetto di tante vicissitudini, sia ancora in piedi, dimostra quanto meno che è stato costruito a regola d'arte.
In effetti è frutto del progetto di uno dei grandissimi artefici del tessuto industriale comasco (ma non solo: lavorò anche all'estero!), oggi quasi completamente dimenticato, così come le ditte che contribuì a dotare di edifici aggiornati e persino eleganti.
La scheda è quindi anche un omaggio ai tanti esempi di architettura industriale ormai inesorabilmente persi e scivolati via dalla memoria collettiva.

Fabio Cani

 

Fabbrica Italiana Seterie Alberto Clerici ora Monti & Zerbi

Piero Ponci, ingegnere

1910-1915 ca

Vertemate con Minoprio, Vertemate, via Nazionale 22

stato: visibile - ben conservata

Tra i pochissimi grandi stabilimenti tessili sopravvissuti alla crisi della fine del Novecento, per quanto riconvertiti a funzioni parzialmente nuove, i grandi edifici di Vertemate sono realizzati in data all'inizio del secondo decennio del secolo, e poi ampliati in seguito, su progetto dell'ingegner Ponci, grande esperto di costruzioni industriali.
Come altri impianti della ditta Clerici (poi Fisac), sono caratterizzati da una veste particolarmente decorosa, più da palazzo di città che non da industria suburbana. Dietro il lungo stabile a due piani con magazzini e uffici, si trovano il reparto della tessitura (a un solo piano, coperto da sheds) e quello della torcitura e dell'incannaggio (a due piani, con campate coronate da frontoni spezzati).
Il complesso è inserito in un lotto trapezoidale irregolare, a lato dell'importante strada Como-Milano, così da facilitare il trasporto delle merci.
Due vedute d’epoca della facciataDue vedute d’epoca del complessoPlanimetria dei reparti

 

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