XXCO_301: Un edificio per l'elettricità

 Veduta recente da via Regina Teodolinda

XXCO diventa un libro, anzi due: entro fine novembre sarà edito il primo dei due volumi che raccoglieranno tutte le 366 schede quotidianamente pubblicate.
La prima parte proporrà le schede degli edifici dal 1900 al 1945, corredate da introduzioni, approfondimenti, cartine, bibliografia e indici.
Ovvero: l’eclettismo e il revivalismo di inizio secolo, gli esperimenti modernisti, l’affermazione dello stile razionalista coi capolavori della metà degli anni Trenta, la lunga durata di modelli più moderati, la seconda generazione del Movimento Moderno, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale e alla rinascita della Liberazione.
Un modo di leggere la storia del Novecento attraverso gli edifici.

 

Tra le pochissime opere sopravvissute dell'enorme lavoro di progettazione eseguito nei primi decenni del Novecento per dotare la città e il territorio dei servizi essenziali per lo sfruttamento delle risorse energetiche, l'edificio di oggi presenta caratteri interessanti anche per la dialettica non banale tra l'esibizione della sua funzione "industriale" e l'adeguamento al gusto "cittadino".
L'efficacia della soluzione proposta può essere riscontrata nel fatto che è tuttora in servizio.

Fabio Cani

 

Centrale di trasformazione Società Idroelettrica Comacina

Piero Ponci, ingegnere

1925 ca

Como, via Regina Teodolinda 40

stato: visibile - ben conservata

In adiacenza al cimitero monumentale, la Società Idroelettrica Comacina (una delle prime e più importanti aziende per la produzione di energia elettrica del territorio lariano) costruisce intorno alla metà degli anni Venti la grande centrale di trasformazione per la città.
Il progetto, affidato all'ingegnere Ponci, grande esperto di costruzioni industriali, imposta un volume parallelepipedo semplicissimo, dall'immagine sostanzialmente civile, modulato da paraste di ordine gigante con un piatto bugnato e dai tre allineamenti orizzontali di grandi aperture, diversificate in finestre ad arco, rettangolari e bipartite, con un'allusione ai palazzi urbani.
La centrale, ancora funzionante per l'Enel, è uno dei pochi edifici industriali tuttora in attività nella convalle comasca.

Veduta d’epoca della centrale in fase di ultimazione

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