XXCO_297: Un villino rustico

 Veduta recente dall’ingresso su via Roma
Delle molte, moltissime case di vacanza della Valle Intelvi, solo qualcuna si è guadagnata l'attenzione della critica architettonica. A parte il gruppo delle grandi ville di Lanzo, la maggior parte delle costruzioni "turistiche" è ispirata a versioni moderate degli stili cittadini, in voga nei diversi periodi, oppure a riproposizioni, altrettanto edulcorate, dei modelli tradizionali (i tanti cosiddetti chalets).
L'edificio di oggi fa un po' eccezione, poiché, all'inizio del secolo, porta a sintesi le due differenti tendenze, proponendo un'architettura "montana" con qualche inserto floreale "cittadino". Collocato fuori dai centri turistici principali, merita, anche per questo, un po' di attenzione.

Fabio Cani

 

Villino Stabilini

Alfredo Menni, architetto

1906-1907 ca

Castiglione d'Intelvi, via Roma 63

stato: visibile - ben conservato

Il villino per vacanze viene progettato intorno alla metà del primo decennio del Novecento per l'economista e uomo politico Arturo Stabilini dall'architetto milanese Menni, suo amico.
L'aspetto generale della costruzione è d'ispirazione montana, quasi rustica; circondata da un ampio giardino, è impostata su un blocco edilizio compatto, parzialmente svuotato agli angoli, movimentato dalle falde del tetto e sottolineato dai bugnati sugli spigoli. Tutte le aperture sono sobriamente rettangolari, tranne la coppia di grandi finestre della sala da pranzo e della soprastante camera da letto principale, contornate da un aggiornato motivo floreale.
La finitura delle pareti è a intonaco civile, le cornici delle finestre in pietra di Brenno, la zoccolatura e i bugnati in pietra di Moltrasio, la gronda in larice americano.

Veduta d’epoca da vallePlanimetria del pianterreno

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