XXCO_288: Un quartiere operaio continuamente rinnovato

 Veduta recente di un edificio degli anni Quaranta

Nella storia delle residenze popolari, di cui più di una volta ho lamentato lo scarso approfondimento a dispetto della centralità nelle vicende del Novecento, un capitolo ancora meno conosciuto a livello locale è quello dei quartieri satelliti delle "grandi" industrie. La maggior parte delle iniziative di questo tipo hanno prodotto piccoli gruppi di edifici (anche di elevato interesse architettonico, come si è visto con le case della Tintoria Pessina), mentre assai più rari sono i veri e propri "villaggi", di cui il più noto è certamente quello delle acciaierie Falck di Dongo, vero paese nel paese, purtroppo poco studiato dal punto di vista urbanistico e architettonico.
A titolo di esemplificazione, propongo in alternativa le case della Cementeria di Merone, frutto di interventi ripetuti e rinnovati nell'arco di oltre vent'anni, a dimostrazione di un interesse non passeggero da parte della proprietà aziendale e di un'attenta valutazione delle caratteristiche progettuali.

Fabio Cani

 

Quartiere residenziale per dipendenti della Cementeria di Merone

Mario Salvadè, architetto

1946

Merone, via Volta, via Montandon, via Paolo VI

stato: visibile - parz. trasformato

Fin dalla fine degli anni Trenta la Cementeria di Merone realizza per i propri dipendenti un quartiere di case economiche, edificate con elementi prefabbricati secondo il progetto dell'architetto Gaetano Ciocca. Sulla stessa area, vengono costruite, nel periodo immediatamente seguente alla Liberazione, nuove residenze destinate agli impiegati, progettate dall'architetto Salvadè e ispirate a una versione più moderata dei dettami razionalisti: sempre a due piani, di volumetria squadrata, con elementi distributivi aperti e ampie terrazze, ma con un aspetto meno standardizzato.
Quasi tutte conservate, le case degli anni Quaranta sono però state in seguito modificate con il mascheramento degli elementi più caratteristici, come le scale in vista.
Intorno, il quartiere residenziale è stato ulteriormente ampliato nel 1955 con case plurifamiliari, su progetto dello stesso architetto.

 Veduta del quartiere originario di case operaie; in primo piano le case prefabbricateVeduta d’epoca di una delle residenze degli anni Quaranta

 

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