XXCO_276: Un cinema a trapezio

 Veduta recente da via Manzoni

Avevo dichiarato che sarei ritornato su un cinema di Cantù, ed ecco mantenuta la promessa.
Un elemento interessante di questa sala cinematografica è che tutti gli aspetti di rappresentanza (e sono molti) sono concentrati all'interno, mentre l'esterno è consegnato a un sostanziale anonimato, a una scatola edilizia senza carattere. Questo vale anche per gli altri cinema e teatri ideati da questo progettista – autore di decine di edifici di spettacolo a Milano, in Lombardia e in Italia settentrionale tra gli anni Trenta e i Cinquanta –, e non può quindi essere attribuito a esigenze di risparmio, in provincia, e men che meno a una sorta di dimenticanza. C'è evidentemente una riflessione di base, qualcosa che credo abbia a che fare con la sorpresa di trovarsi "dentro" un luogo speciale, lasciando "fuori", almeno per una sera, le preoccupazioni della vita.
È un piccolo, ulteriore contributo a disegnare l'orizzonte culturale di quei primi anni di dopoguerra e di libertà.

Fabio Cani

 

Cinema Lux

Mario Cavallè, ingegnere

1947-1948

Cantù, via Manzoni 8

stato: visibile - visitabile - ben conservato

Il cinema Lux di Cantù viene realizzato, alla fine degli anni Quaranta, su progetto dell'ingegnere milanese Cavallè, grande esperto strutturista e ideatore di molte sale cinematografiche.
In un lotto irregolare, a lato delle via che conduce alla centrale piazza Garibaldi, la sala viene disposta in diagonale, secondo una planimetria a trapezio smussato, come in molti altri esempi dell'epoca. Un atrio ellittico, subito seguente alla biglietteria, serve a disimpegnare gli ingressi e le scale che conducono alla galleria, poco sporgente a sbalzo sulla sottostante platea.
La struttura dei muri principali è in cemento armato, ma l'ossatura che regge la copertura della sala è in ferro, con archi a traliccio incernierati alla base su piedritti in cemento armato collegati da una trave continua di fondazione; sopra di questi è posato un solaio in laterizio con un soprastante strato di tegole.
Le pareti e il plafone sono realizzati a traliccio con elementi a losanga, in cemento armato, le cui nervature sono state gettate in casseri di gesso lasciati in opera come decorazione. Il fondo di tali losanghe è costituito da materiale fonoassorbente per migliorare l'acustica.
Il cinema, capace all'origine di 1030 spettatori, è stato in anni recenti ristrutturato negli spazi interni.

Il cantiere del cinema con l’ossatura in metallo della volta della salaVeduta d’epoca dell’interno, con il rivestimento a traliccio delle paretiDall’alto di via Manzoni, il cinema Lux in costruzione nel 1947Sezione longitudinalePlanimetria al livello della platea Planimetria della galleria

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