XXCO_274: Una chiesa popolare

Veduta recente della facciata
Anche la chiesa di oggi si contraddistingue per la facciata con paramento in mattoni. È un altro modo ancora di interpretare questo modello.
Qui mi sembra che l'elemento caratterizzante sia il riferimento simbolico, se così si può dire, alla connotazione "popolare", vuoi in ragione dell'ordine mendicante insediato nella parrocchia, vuoi per i quartieri residenziali circostanti, vuoi per la ruralità originaria dell'area.
Si tratta di una serie di elementi interessanti per ricostruire il quadro di quegli anni che hanno visto un cambiamento fondamentale del territorio (ma anche della città).

Fabio Cani

 

Chiesa di Sant'Antonio da Padova

Alessandro Vecchi, architetto - collaborazione: Giovanni Seravollo, ingegnere

1953-1956

Como, Acquanera, via Kolbe

stato: visibile - visitabile - ben conservata

La nuova chiesa di Acquanera, tra Albate e Rebbio, viene ideata dopo la seconda guerra mondiale come dotazione di un quartiere in rapida espansione residenziale. Solo negli anni Cinquanta, però, il progetto entra nella fase realizzativa; avendo acquisito anche la valenza di santuario antoniano, il progetto viene elaborato in area veneta: l'architetto progettista è veneziano e le statue che decorano la facciata provengono da Vicenza. La chiesa è consacrata il 10 novembre 1956.
L'interno, ad aula unica coperta da una bassa volta carenata e aperta da una serie di cappelle laterali, come nella tradizione degli ordini mendicanti, era originariamente assai austero, ma è stato vivacizzato a partire dagli anni Ottanta con la decorazione pittorica eseguita da Mario Bogani, che si è aggiunta all'altare maggiore dell'architetto comasco Piero Clerici e a un altro dello scultore Vincenzo Gasperetti.

Veduta dell’interno, con i dipinti di Mario BoganiProspettiva del progetto originario

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