XXCO_270: Un cinema scomparso

 Veduta d’epoca della facciata appena ultimata

La scheda di oggi, come poche altre, è relativa a un edificio distrutto, a cui però tengo molto, e non solo per ragioni architettoniche ma anche per ragioni ideali.
Il cinema in questione, sostituito in anni recenti da un multisala, a sua volta demolito per lasciare spazio a un piccolo insediamento residenziale, risale al 1945-1946 e non posso fare a meno di pensare che sia interprete della ritrovata gioia di vivere dopo le ristrettezze della guerra e soprattutto dopo la riconquistata libertà. Il cinema svolse in quegli anni un ruolo culturale e sociale che difficilmente può essere sminuito. Como e il suo territorio videro in pochi anni un proliferare di sale confortevoli e aggiornate, alcune con una veste architettonica simbolicamente impegnativa, per quanto sempre temperata dalle esigenze economiche (alla fin fine un cinema è un locale buio in cui si proietta...).
Oggi quelle sale a Como, Fino Mornasco, Appiano Gentile, Cantù (su cui tornerò) sono quasi tutte scomparse, travolte dal cambiamento dei linguaggi dello spettacolo e dal mutare dei costumi. La scheda di oggi è anche un omaggio a quel mondo.

P.S.
Approfitto di qualche scambio di commenti a proposito di schede recenti e passate per riproporre alcune caratteristiche di questo lavoro.
Non è mia intenzione proporre solo edifici belli e men che meno capolavori, bensì fornire informazioni e sollecitazioni su edifici che ritengo, secondo la mia sensibilità personale, interessanti e significativi in base a criteri anche molto diversificati, con l'obiettivo sulla lunga distanza di delineare un contributo alla storia del Novecento locale. Di questa storia l'architettura è ovviamente solo una parte, e altri temi andrebbero ulteriormente indagati, compresi alcuni che sono collegati a quelli di queste schede, ma non immediatamente e semplicemente sovrapponibili, quali, in primo luogo, urbanistica e sociologia. Di tali argomenti sono obbligato a occuparmi, perché l'architettura non si sviluppa nel vuoto (e mi sembra di dimostrarlo continuamente), ma sempre – diciamo così – di sponda, per accenni e suggestioni.
Se le schede proposte servono poi a ricavare impressioni e giudizi anche diversi dai miei, questo è un risultato – come si usa dire – "atteso".

Fabio Cani

 

Cinema Astoria

Piero Clerici, architetto, Luciano Trolli, ingegnere

1945-1946

Como, via XX Settembre

stato: distrutto

Il cinema Astoria, originariamente denominato Novocine, viene realizzato nei mesi immediatamente seguenti alla fine della seconda guerra mondiale e alla Liberazione: già nell'ottobre 1945 viene demolita la preesistente autorimessa e meno di un anno dopo la sala è in grado di funzionare.
Il progetto, ufficialmente firmato dal solo ingegner Trolli, poiché l'architetto Clerici non è ancora abilitato, è relativo a un ampio volume, coperto con capriate in ferro rette da pilastri in cemento armato, e suddiviso in platea, galleria e loggia (oltre agli spazi di servizio). Interessante è la disposizione dei vari elementi, con alcune sottolineature asimmetriche, evidenti sia nella facciata che nella disposizione dell'unico loggiato all'interno. Il rivestimento esterno è parte in lastre di serpentino e parte, sopra la lunga pensilina, a intonaco Terranova.

Planimetria al livello della galleriaProspettiva notturna in un disegno di progetto Veduta d’epoca dell’interno

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