XXCO_261: Una scuola protetta

 Veduta recente della facciata laterale

Per la scheda di oggi indico, con intenti esplicativi indirizzati anche a tutte le altre schede, i diversi percorsi in cui può inserirsi.
Ovviamente, si inserisce in un itinerario topografico: la scuola è a Camerlata, un quartiere del capoluogo profondamente segnato dall'espansione urbana del Novecento; al quartiere ho già dedicato parecchie schede (non ve le riporto; se avete voglia di giocare, potete cercarle...).
Altrettanto ovviamente, c'è anche un percorso tipologico: ho proposto numerose scuole e, tra queste, anche parecchie scuole dell'infanzia; alcune di queste sono degli autentici capolavori. Se ne può cavare qualche riflessione utile anche in prospettiva.
Poi c'è una serie cronologica; qui siamo alla fine degli anni Settanta; quel rettangolino giallo a margine delle mie schede che fa su e giù per questa ideale linea del tempo si è fermato più volte su questo decennio. È un periodo complicato (tutti lo sono, ma questo forse più di altri...).
Se volete c'è anche una serie sui materiali: qui le pareti in cemento a vista acquistano una particolare rilevanza espressiva e funzionale. I confronti con altri edifici del territorio sono interessanti.
Forse, il percorso più incerto è quello relativo alle opere di una singola personalità... La scheda di oggi è il primo lavoro che pubblico di questo architetto (sicuramente altri ne seguiranno), e ammetto che è un po' poco per farsi un'idea del suo iter professionale. Me ne scuso ma, nonostante le tante schede, per un intero secolo sono comunque poche.

Fabio Cani

 


Scuola dell'infanzia

Francesco Castiglioni, architetto

1978-1979

Como, via Varesina 34/A

stato: visibile - ben conservata

Realizzata come dotazione di servizi dei popolosi quartieri di Camerlata, la scuola dell'infanzia sorge su un terreno già di proprietà dell'industria Fisac, a lato della via Varesina, percorsa da intenso traffico. Per questo la struttura è stata arretrata dal filo strada, da cui la separano il piccolo parcheggio, il percorso pedonale di accesso e lo spazio a verde, e protetta dietro una facciata piuttosto chiusa, con pareti in cemento a vista e basse finestre a nastro nella parte alta. La mole dell'edificio è però spezzata in molte unità di base, disposte quasi a scacchiera.
È formata da quattro sezioni, di cui una originariamente predisposta per attività didattiche rivolte a problematiche di disadattamento. Alle aule sono integrati gli spazi comuni e l'area per i giochi all'aperto.

 Veduta generale ripresa dal piazzale dei giochi, in una fotografia Aleph, 1993

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