XXCO_249: Un tempio nautico

 Veduta recente dal quartiere di San Martino

Nei primi anni del dopoguerra, nel periodo immediatamente antecedente le scelte del Concilio Vaticano II, la progettazione degli edifici ecclesiastici assume spesso i caratteri di una ricerca di effetti strabilianti e, in qualche caso, gratuiti.
In un momento di profonda crisi del linguaggio architettonico moderno, il valore simbolico della chiesa si esprime a fatica sia nella riproposizione ormai stanca degli stilemi storici, sia attraverso l'utilizzo delle regole ormai irrigidite del linguaggio postrazionalista. Del resto, è una confusione che proviene anche dalle incertezze della dottrina e della liturgia, e che – appunto – troveranno un nuovo orientamento, almeno parziale, solo dopo la messa a punto del Concilio.
Riproporre alcune chiese di quel periodo non significa, quindi, costruire un catalogo di stranezze o, peggio, fare dell'ironia sulle divagazioni dell'epoca... ha invece il senso di provare a ripercorrere le strade tortuose, a volte anche bloccate da vicoli ciechi, su cui sperimentarono molti progettisti, non solo nei centri maggiori ma anche in provincia, ottenendo a volte risultati degni di considerazione.

Fabio Cani

 

Santuario Nostra Signora del Prodigio sacrario degli sports nautici

Fulvio Cappelletti, architetto

1963-1968

Como, Garzola, via per Brunate 39

stato: visibile - visitabile - ben conservato

Costruito per accogliere un'immagine della Vergine col Bambino proveniente da un naufragio nel Mar Egeo, il Santuario di Garzola ha una storia lunga e complessa, fin dal primo tentativo di erigere una chiesa nel 1922. Solo nella prima metà degli anni Sessanta, però, il nuovo parroco, Luigi Galli, riesce ad avviarne la realizzazione, secondo il progetto dell'architetto Cappelletti.
La planimetria, a esagono schiacciato, che simbolicamente vorrebbe alludere alla carena di una nave, deriva da un lungo studio sull'articolazione degli spazi ecclesiastici condotto fin dagli anni Cinquanta. La struttura portante è in cemento armato, basata su coppie di pilastri alternati e inclinati. All'interno, che accoglie anche al piano inferiore un museo di cimeli nautici, la decorazione è ispirata a motivi marini. Nel 2008, al culmine della copertura è stata collocata una statua della Vergine, proveniente dalla distrutta chiesa del Seminario Maggiore.

 Planimetria schematicaDisegno di progetto per la facciataVeduta dalla strada per Brunate

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