XXCO_240: Uno stabilimento urbano

Veduta recente da via Giovanni da Cermenate

Aggiungo alla ormai lunga serie di edifici industriali, che ho allestito in questi mesi (ed è uno degli aspetti di questa ricerca a cui tengo maggiormente), ancora un paio di esempi, entrambi provenienti da quei decenni, subito seguenti la fine della guerra, che hanno realmente costruito in questi territori un tessuto produttivo manifatturiero che ne ha reso possibile un benessere diffuso.
Sono entrambi collocati fuori Como, in quella generica "Brianza" dove – come ci si ripeteva spesso – si produceva di tutto e di più.
La scheda di oggi ci porta a Cantù e l'edificio illustrato è davvero lo specchio di un'epoca, così come – purtroppo – è specchio della fase attuale il suo presente abbandono. Ciononostante, la sue veste architettonica è ancora perfettamente apprezzabile.

Fabio Cani

 

Stabilimento De Baggis

Giulio Moscatelli, architetto

1957-1958

Cantù, via Giovanni da Cermenate 60

stato: visibile - dismesso

Sede di una delle principali aziende canturine del settore dei mobili, trasferita da Milano nel 1934, lo stabilimento viene realizzato nella seconda metà degli anni Cinquanta, nel momento di massima espansione della ditta (di lì a poco il proprietario, Angelo De Baggis, sarà il promotore del Salone del Mobile di Milano).
Si compone di tre parti: il blocco degli uffici, elegantemente rialzato dal terreno e disposto perpendicolarmente alla via, l'area della produzione realizzata con tre lunghe campate a sezione curva, e ulteriori vasti spazi di servizio disposti su un lato di confine del lotto.
La realizzazione viene curata in ogni dettaglio e l'affaccio sulla via – con la fronte degli uffici scavata dai balconi e il fianco dei capannoni, segnato dalla sequenza ritmica della finestratura e dalla lunga pensilina sovrapposta – assume un carattere urbano inconsueto nelle realizzazioni industriali.

Il blocco degli uffici Veduta aerea dello stabilimento, poco dopo la realizzazione

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