XXCO_227: Un quartiere fondante

  Veduta recente da via Giussani

Del ruolo a mio parere importante della città di Como nella storia dell'edilizia economico-popolare e del reciproco, fondamentale contributo di questi tipi edilizi nella costruzione della città, ho già ripetutamente parlato, fin dalla scheda 001, programmaticamente dedicata al primo quartiere operaio di Como. Continuo dunque questa escursione nei quartieri popolari con uno dei meno conosciuti (dal punto di vista architettonico, si intende), che invece ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo urbano di una rilevante porzione del capoluogo, e che non a caso viene edificato da quella stessa Cooperativa che all'apertura del secolo realizzò quel primo gruppo di case da cui sono partito.

Fabio Cani

 

Quartiere Cooperativa Edificatrice

Giancarlo Noseda, architetto, Giuseppe Pierpaoli, architetto

1964-1967

Como, Rebbio, via Giussani

stato: visibile - parz. visitabile - ben conservato

Il quartiere di Rebbio, primo della Cooperativa Edificatrice fuori della convalle, viene progettato con l'obiettivo di realizzare un grande insediamento, ma è poi limitato (a causa di restrizioni economiche, visto che viene finanziato solo dalle risorse interne della cooperativa) a un solo isolato dei quattro previsti, per un totale di 120 alloggi, destinati a circa 400 persone residenti. Anche così, costituisce comunque il nucleo generatore dell'espansione urbana a Rebbio, in gran parte indirizzata ad abitazioni economico-popolari.
I tre fabbricati sono disposti intorno a un grande cortile centrale che serve anche come distribuzione per il traffico veicolare dei box auto collocati al pianterreno. Le residenze sono organizzate in corpi alti da cinque a sette piani, tutti edificati secondo lo stesso tipo, ma distinti per altezza e finitura delle pareti esterne.

Planimetria di progetto del quartiere di Rebbio; l’unico isolato realizzato è in alto a destraVeduta poco dopo la realizzazione

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