XXCO_223: Un albergo per completare

 Veduta recente dell’albergo da viale Masia

Sono passati cinquant'anni dall'edificio di ieri, ma davvero è cambiata un'epoca (del resto questi cinque decenni contengono due guerre mondiali, un regime dittatoriale, un cambio di sistema statale, una costituzione tra le più avanzate al mondo, il riconoscimento dei diritti politici delle donne eccetera eccetera). Oserei dire che l'albergo di oggi, proprio per il suo adeguamento a esigenze funzionali (una funzione, quella del viaggiare, che è intrinsecamente moderna), è uno dei più sinceri testimoni della nuova modernità cittadina. Che fa della misura e del rigore il fondamento di un progetto di futuro.
(E queste divagazioni non architettoniche non mi paiono fuori tema.)

Fabio Cani

 

Park Hotel Meublé

Enrico Mantero, architetto, Gianni Mantero, ingegnere

1960-1965

Como, via Fratelli Rosselli 20

stato: visibile - ben conservato

Realizzato all'inizio degli anni Sessanta, nell'ambito del completamento dell'urbanizzazione del vecchio Pra' Pasquée, l'albergo è organizzato secondo il diffuso tipo della piastra di base sormontata da un corpo a torre: nella prima hanno sede i servizi comuni dell'esercizio turistico, nella seconda le camere singole o a più letti, ma tutte con caratteristiche omogenee.
La struttura è in cemento armato, lasciato a vista; i pilastri disposti secondo la modularità delle lastre di facciata contengono un sistema di staffatura particolare per ricavare una serie di incastri a coda di rondine per l'alloggiamento dei pannelli di tamponamento, analoghi dispositivi sono compresi nelle travi. Le lastre prefabbricate del tamponamento sono state gettate a piè d'opera in casseri metallici, con cemento e graniglia di Rosso Levanto, così da assumere la caratteristica colorazione, ripresa, in tonalità più vivace, anche dai serramenti delle finestre della fronte principale, disposte in allineamenti verticali sporgenti.
Il Park Hotel, che segna in un certo senso l'esordio professionale dell'architetto Mantero (l'incarico era stato dato al padre ingegnere, che però concesse piena libertà espressiva al figlio), è uno degli edifici meglio caratterizzati degli anni Sessanta a Como: ispirato da un dialogo profondo con l'eredità del Razionalismo lariano, ne supera con decisione i dettami, realizzando un'architettura che mette in evidenza tanto il rinnovamento del linguaggio e dell'immagine quanto l'affermazione delle scelte tecnologiche.
Pienamente inserito nella cortina urbana della zona, se ne distacca con forza, assumendo quasi il valore di punto di riferimento.

  Disegno del prospetto su viale Rosselli (Archivio Gianni ed Enrico Mantero)Planimetrie del piano rialzato e di un piano tipoImmagine d’epoca  realizzata poco dopo l’ultimazione dell’edificioImmagine d’epoca  realizzata poco dopo l’ultimazione dell’edificioVeduta da viale Rosselli

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