XXCO_221: Un complesso intensivo

 Veduta recente da via Castelnuovo

A proposito di margini e di abbandono... Oggi siamo di fronte a un caso emblematico: un pezzo della cintura industriale del capoluogo, dismesso e quindi abbandonato, e poi ripreso anche in ragione del fatto che nel frattempo si era trasformato da periferia in (quasi) centro.
La riconfigurazione del comparto, di dimensioni imponenti, ha sollevato molti dubbi, perplessità e dissensi; non faccio fatica a immaginare che molti si chiederanno il perché io abbia deciso di inserire questo complesso edilizio nella presente rassegna. La risposta è per molti versi ovvia: perché rappresenta davvero un segno dei tempi, di quei tempi non così lontani (e, forse, non così diversi dagli attuali).
Aggiungo, come riflessione solo in minima parte provocatoria, che se questo edificio si è meritato un "soprannome" così universalmente diffuso da aver del tutto spodestato la denominazione ufficiale, un senso ci deve essere. Non sono molti i soprannomi architettonici entrati nell'immaginario collettivo: questo "dadone" è sinceramente tra i meglio escogitati.
Basta questo, credo, a farlo entrare di diritto nella storia di questa città. Di cui occupa – non ci vuole più di un'occhiata per capirlo – una porzione non proprio esigua.

Fabio Cani

 

Edificio polifunzionale "Como Borghi 2000"

Marco Dasso, ingegnere

1994-1997

Como, via Carloni 24, via Ambrosoli

stato: visibile - ben conservato

Il complesso edilizio sul luogo della Tintoria Pessina costituisce una delle più imponenti volumetrie realizzate nell'ultimo decennio del Novecento nella convalle comasca. È strutturato su differenti livelli: tre piani interrati di parcheggi per veicoli, un piano di supermercato, soprastanti corpi di sei piani per residenze e uffici, disposti a E intorno a due piazze interne. Il complesso è inoltre collegato con sovrappassaggi alla stazione di Como Borghi e al gruppo scolastico di Setificio e Università.
Nonostante la scomposizione dei volumi e l'utilizzo di differenti finiture per le varie parti (in cui si evidenziano i settori con elementi metallici di colore verde scuro), il complesso si caratterizza soprattutto per l'uso intensivo del suolo e per le dimensioni fuori scala. All'edificio principale fa riscontro, al di là di via Carloni, un secondo corpo a torre, sul luogo dell'originaria centrale termica.

  Veduta recente della piazza interna sopraelevataDisegno di progetto del complesso

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