XXCO_213: Una villa viennese

Veduta recente della villa da via Rondanino

Secondo esempio sul territorio della Valle Intelvi, meno celebrato del precedente, ma per alcuni versi persino più interessante: si tratta, infatti, secondo il mio parere, dell'edificio più squisitamente "viennese" del periodo nella provincia di Como.
Evidenzia, quindi, un'attenzione a quanto si andava elaborando in Europa, un'attenzione che costituisce in effetti uno dei fattori di rinnovamento del linguaggio architettonico nei primi decenni del secolo; se il centro di tale atteggiamento era ovviamente Milano, i suoi riflessi si possono scorgere chiaramente anche nel Comasco, prima attraverso l'opera dei progettisti milanesi, ma subito dopo anche nel lavoro dei professionisti comaschi, rapidi ad appropriarsi delle novità della moda.

Fabio Cani

 

Villa "La Rondanina"

Franco Panscera, architetto

1915 ca

Ramponio Verna, via Rondanino 5

stato: visibile - ben conservata

Edificata sul confine tra i comuni di Lanzo d'Intelvi e Ramponio Verna, ma già nel territorio di quest'ultimo, la villa risale al secondo decennio del Novecento ed è destinata alla famiglia dei marchesi Stanga di Cremona.
È quasi certemente opera dell'architetto Panscera, a lungo collaboratore dello studio milanese di Giuseppe Sommaruga. Tra le realizzazioni del periodo è la più "viennese", progettata con notevole rigore geometrico, che si riflette anche nelle decorazioni dipinte sulle pareti, per la maggior parte costituite da forme lineari, e nei ferri battuti, decisamente più semplici degli altri esempi presenti nelle ville di Lanzo. L'unico esplicito riferimento all'interpretazione di Sommaruga dell'Art Nouveau è nel basamento in pietra solo sbozzata, che il maestro milanese usa anche nei palazzi di città.

 Dettaglio del balconcino con mensolaParticolare della recinzione in ferro battuto

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