XXCO_201: Un club tra acqua e cielo

 Veduta recente dell’Aero Club Como da piazzale Somaini

L'area urbana in cui si coglie meglio la dinamica di crescita della città tra gli anni Venti e Trenta, anche con le sue contraddizioni e i suoi cambi di indirizzo, è sicuramente quella genericamente denominata "a lago", a fianco dello sbocco del torrente Cosia. Il Pra' Pasquée, poi Campo Garibaldi, conosce nel breve volgere di una quindicina d'anni una rapida urbanizzazione, che lo destina – alla fine – a strutture pubbliche e principalmente sportive e celebrative.
Con oggi le abbiamo ormai esaurite (in precedenza ci siamo occupati del Tempio Voltiano, del Monumento ai Caduti, della Canottieri Lario, dello Yacht Club, dello Stadio con la ex Casa del Balilla). Restano ancora da indagare alcune residenze ai margini, in aggiunta alle due metà, notissime, del Novocomum (quello vecchio e quello nuovo). Ma c'è tempo anche per quelle.

Fabio Cani

 

Aero Club Como

Carlo Ponci, ingegnere

1930-1934

Como, piazzale Somaini, viale Masia 44

stato: visibile - parz. visitabile - ben conservato

Nell'ampia area a lago, destinata tra gli anni Venti e Trenta a edifici pubblici e strutture sportive, viene insediato anche l'Aero Club "G. Ghislanzoni", con l'intento di farne uno scalo internazionale di idrovolanti.
Dopo vari studi per la costruzione di un hangar in cemento armato (per cui Giuseppe Terragni elabora una proposta con volta parabolica, scartata per l'eccessivo costo), si procede alla realizzazione di un capannone con struttura metallica, progettato da Carlo Ponci, esperto di questo genere di costruzioni. Dietro di esso viene edificata una palazzina per la caserma dell'aviazione.
L'Aero Club è tuttora in funzione, anche se con compiti quasi solo turistici e sportivi.

 

 L’interno dell’hangar in una fotografia Mandelli, 1935 caIl progetto di Terragni per un hangar in cemento armato

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