XXCO_200: Mercati (quasi) moderni

 Veduta recente dell’edificio da via Sirtori

La parte più cospicua della grande area pubblica su cui negli anni Trenta sorgono i Bagni pubblici, presentati ieri, è occupata negli stessi anni da un altro grande edificio.
Le complesse vicende del concorso alla base di quella costruzione sono particolarmente sintomatiche del clima culturale della Como di quegli anni, e del vivace (a volte persino ruvido) dibattito sulla possibilità di arrivare davvero a un radicale rinnovamento dell'architettura, e – con essa – della città. L'esito di quel concorso, con le sue contraddizioni e i suoi risultati (non tutti negativi, in verità), meriterebbe un attento approfondimento, che potrebbe rivelarsi persino più utile per la comprensione del periodo razionalista di molte chiacchiere sugli edifici più noti.

Fabio Cani

 

Mercato coperto

Mario Levacher, ingegnere

ristrutturazione: Francesco Graziano, architetto UTC Como

1932-1934

Como, via Mentana, via Sirtori

stato: visibile - visitabile - ben conservato

Nel 1932 il Comune di Como bandisce il concorso per la progettazione di un complesso di edifici pubblici (mercato annonario, vigili del fuoco, pompe funebri, acquedotto), da realizzarsi su una vasta area tra via Mentana e via Sirtori, poco fuori la città murata. Il risultato del concorso suscita veementi polemiche, per la preferenza accordata dalla giuria al progetto piuttosto tradizionalista dell'ingegnere milanese Mario Levacher, dell'Ufficio Tecnico di quel Comune, nonostante la presenza tra i partecipanti di numerosi progetti più aggiornati (tra cui alcuni dei razionalisti comaschi). In realtà, i caratteri "monumentalisti" del progetto vincitore vengono stemperati nella realizzazione finale, limitata al solo mercato coperto, mentre tutte le altre funzioni troveranno sistemazione negli anni seguenti in altri luoghi della città.
Il grande edificio si compone di quattro settori, due maggiori e due minori alternati, variati nelle misure e nella disposizione degli elementi di base; al centro dei settori c'è sempre un grande spazio liberamente fruibile per i banchi di vendita, a lato del quale stanno locali minori per veri e proprio negozi e per servizi comuni; ogni galleria di vendita ha doppio affaccio sulle parallele vie Mentana e Sirtori. Le due vie sono collegate anche da percorsi di servizio tra i corpi di fabbrica e a margine del lotto, per facilitare la movimentazione delle merci.
L'edificio viene realizzato in breve tempo tra 1933 e 1934, facendo ricorso anche a tecniche di prefabbricazione a piè d'opera (per esempio per le grandi capriate in cemento armato che reggono la copertura).
Tuttora in funzione, il complesso è stato sottoposto a radicali lavori di ristrutturazione e adeguamento strutturale e funzionale a partire dal 2011.

 Vedute d’epoca dell’interno e dell’esterno poco dopo l’ultimazioneLa scala a chiocciola in graniglia realizzata dalla ditta MazziProgetto presentato al concorso da Gianni ManteroProgetto presentato al concorso da Giuseppe Terragni
Pianta del progetto vincitore di Mario LevacherProspettiva del progetto vincitore di Mario Levacher

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