XXCO_190: Una villa sul declivio nel bosco

 Veduta recente da via ai Boschi

Concludo questa breve serie sulle residenze isolate con un edificio degli anni Settanta poco noto (e – ahimè – anche poco visibile) che ne fornisce un'ulteriore declinazione, secondo uno stile molto personale dei progettisti, ma anche molto immerso nel clima dell'epoca.
Di estremo interesse è la coincidenza nell'elaborazione di funzione e fruizione e lo sviluppo del disegno formale. (Lo so che dovrebbe ormai essere la regola, ma sappiamo anche che non è così diffusa). Ne deriva un edificio tra i più efficaci di quegli anni.

Fabio Cani

 

Villa unifamiliare

Amedeo Petrilli, Antonio Petrilli, architetti

1978-1979

Lipomo, via privata ai Boschi 191

stato: parz. visibile - ben conservata

L'edificio, progettato per una famiglia di quattro persone, è sviluppato secondo una planimetria in linea, in cui i diversi ambienti si susseguono l'uno all'altro, disposti secondo la conformazione del declivio. Nel punto di snodo tra i due livelli, al centro, sono collocati gli ambienti comuni, agli estremi le zone di interesse individuale, al piano superiore la camera dei genitori, a quello inferiore le camere dei figli. La finitura esterna delle pareti è in cemento armato a vista; in esse si aprono le finestrature, tutte derivate dai moduli di base, sia quelle rettangolari, che quelle triangolari, ricavate dalla rotazione del modulo; la finitura interna è a intonaco; la copertura è formata da elementi di calcestruzzo prefabbricati, ricoperti con una guaina bituminosa finita con pietrisco antracite.
La modularità della composizione è stata pensata anche in funzione di un possibile assemblaggio multiplo, in base alle esigenze familiari.

 L’edificio appena ultimato in una fotografia di Cesare ColomboFianco e sezione schematica

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