XXCO_187: Una casa modulare

Veduta recente della fronte principale
Molte realizzazioni degli anni Trenta, messe in ombra dalle opere maggiori e dai veri e propri capolavori, faticano a guadagnare un posto stabile nella considerazione critica e nella narrazione storiografica, ed è un peccato perché, nel loro complesso, aiuterebbero a mettere a fuoco la grande varietà di proposte e di soluzioni, anche per i temi più praticati, come quello della residenza, sperimentate da un'ampia comunità di progettisti e committenti.
L'esempio di oggi, lungamente dimenticato, è particolarmente significativo al riguardo, anche per la sua collocazione periferica, lontano dai centri maggiori, ma non per questo meno aggiornato e propositivo.

Fabio Cani

 

Casa bifamiliare

Attilio Terragni, ingegnere, Luigi Zuccoli, architett

1936-1938

Figino Serenza, via Diaz, via Orsenigo 2-4

stato: parz. visibile - ben conservata

Basata su uno schema modulare semplicissimo e simmetrico, che alterna tre setti paralleli di muratura a due file di pilastri, la villetta per impiegati di Figino Serenza è una delle residenze più radicali ed efficaci del Razionalismo lariano.
L'applicazione dei principi del Movimento Moderno è pressoché completa, con il tetto piano, le ampie finestrature, l'evidenziazione (parziale) della struttura portante. Inoltre, la parete centrale in pietra locale a vista, posta a dividere le due residenze affiancate (entrambe sviluppate su due piani), aggiunge una variazione materica e chiaroscurale.
Dopo un periodo di pesanti trasformazioni (a una delle due porzioni venne addirittura aggiunto un tetto a falde), l'edificio è stato quasi completamente ripristinato ed è in buone condizioni, purtroppo poco visibile dalla strada pubblica.

Planimetria del pianterrenoVeduta d’epoca della fronte posteriore

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