XXCO_185: Casa di un regime minore

Veduta recente dell’edificio in corso di manutenzione

Nonostante gli oltre vent'anni di permanenza al potere e l'imponente sforzo di controllo sulla vita della popolazione, il regime fascista ha lasciato, nel territorio comasco, non molte sedi coscientemente ideate come rappresentazione del proprio ruolo. Se si eccettua il capolavoro comasco (del resto mai completamente "digerito" dal regime medesimo proprio per le sue qualità universali e poco inclini alla celebrazione), le altre Case del Fascio sul territorio sono poche e mal congegnate e, se si guarda alla loro qualità architettonica, per quelle degne di nota le dita di una mano sola bastano e avanzano.
L'esempio di oggi è una di queste (anche se non si può fare a meno di notare che, all'interno della significativa carriera del suo progettista, questa Casa del Fascio non sta certo in cima alla classifica) e lo si presenta proprio come confronto con la realizzazione comasca.
Va detto, per completezza, che l'indagine sull'argomento è ancora in gran parte da fare: sulle sedi del regime è caduta ovviamente la scure della damnatio memoriae e a volte si fa fatica anche solo a ricostruirne l'esatta collocazione (la stessa sede originaria del Partito Nazionale Fascista comasco, prima dell'edificazione dell'opera di Terragni, è ignota ai più...), per non dire della storia architettonica.

Fabio Cani

 

Casa del Fascio ora Biblioteca comunale e sede associazioni

Adolfo Dell'Acqua, ingegnere

1933-1943 ca

Rovellasca, largo Volontari del Sangue 1, via De Amici

stato: visibile - parz. visitabile - ben conservata

Di incerta datazione (le notizie sulla sua entrata in funzione sono riferibili sia al 1933 che al 1943), la Casa del Fascio di Rovellasca è una delle poche sedi periferiche del Partito Nazionale Fascista nel territorio comasco progettate e realizzate come edificio specifico, e non semplicemente riadattate in stabili preesistenti o alloggiate in sedi di altre istituzioni.
Opera di uno dei primi esponenti del gruppo razionalista comasco, l'edificio sembra più ispirato ai modelli milanesi che non al capolavoro comasco. La differenziazione del paramento, in intonaco e in mattoni "lombardi", e l'introduzione di un ritmo diversificato nelle aperture contribuiscono a movimentare la semplicissima e austera composizione, con il blocco basso della porzione a uffici e l'alta torre littoria.
All'interno è stato recentemente recuperato un affresco celebrativo del regime, opera forse di Eugenio Rossi.

Veduta dell’ex Casa del Fascio dopo la LiberazioneL’affresco celebrativo

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