XXCO_184: Un simbolo dell'architettura

 

Veduta recente della facciata su piazza del Popolo

L'edificio oggetto della scheda di oggi è, tra i tanti, quello che davvero ha meno bisogno di presentazioni. In esso si riassume l'intera storia dell'architettura moderna a Como (e non solo), compresi anche i dubbi e le incomprensioni, i problemi e le resistenze.
Sta al centro della città e dell'attenzione, eppure il suo ruolo, dopo la caduta del regime che lo volle costruire, resta incerto, comunque difficile da restituire alla fruizione pubblica, poiché la funzionalità cui risponde è di tipo molto specifico e non immediatamente adattabile alle diverse esigenze attuali.
Monumento nel vero senso della parola, complicato da maneggiare quanto fondamentale da capire.

Fabio Cani

 

Casa del Fascio ora Comando provinciale Guardia di Finanza

Giuseppe Terragni, architetto

1932-1936

Como, piazza del Popolo 4

stato: visibile - parz. visitabile - ben conservata

Tra i capolavori riconosciuti dell'architettura del Novecento, la Casa del Fascio di Como viene progettata come estensione dell'area monumentale della città, in prossimità del Duomo e del Teatro Sociale, da cui è separata dal tracciato delle Ferrovie Nord Milano.
La sua impostazione è nitida: il suo volume è la metà di un cubo, quindi la pianta è un quadrato perfetto e le facciate rettangoli in proporzione 2:1; ma la sua articolazione è complicata dallo svuotamento della porzione centrale, in cui non solo è collocata la grande corte coperta, ma anche l'ingresso (originariamente costituito da una lunga serie di porte a vetri apribili in simultanea) e, all'ultimo piano, un terrazzo aperto verso la cattedrale. La composizione generale risulta quindi tripartita, con due porzioni "piene" ai lati e una "vuota" al centro.
La struttura è una maglia regolare di travi e pilastri in cemento armato, le pareti esterne e quelle interne nelle porzioni a contatto con il pubblico sono però rivestite di marmo. Al centro è la corte coperta, a doppia altezza, illuminata attraverso la copertura di vetrocemento. Lo spazio d'ingresso, rivestito in parte di marmo nero per creare una zona di filtro, immette anche al sacrario, all'origine uno degli ambienti più importanti dell'edificio. Di notevole suggestione sono anche le scale con parapetto in vetro curvato.
La Casa del Fascio, sotto l'apparenza classica, utilizza molti accorgimenti tecnici all'avanguardia (come nei dispositivi delle finestrature) e tutti i materiali sono sfruttati al limite delle loro possibilità.
Utilizzato dal 1936, ma mai ufficialmente inaugurato, l'edificio è divenuto dopo la caduta del regime fascista sede dei partiti democratici e poi, dal 1955, comando della Guardia di Finanza.

 

Planimetria del pianterrenoSchema proporzionale del volume complessivo e della facciata principaleDisegno di progetto della corte copertaVeduta della Casa del Fascio dal Duomo, in una fotografia di Ico ParisiVeduta d’epoca della Casa del Fascio appena ultimataVeduta d’epoca della Casa del Fascio appena ultimataL’ex Casa del Fascio, dopo la Liberazione, sede dei partiti democratici, in una foto di Ico ParisiL’edificio in rapporto col DuomoVeduta assiale della facciataLa sala del direttorio con le decorazioni astratte di Mario RadiceFotomontaggio con l’ipotesi di collocazione delle decorazioni esterne di Marcello Nizzoli Veduta d’epoca dell’ingressoDettaglio della scala principaleVeduta generale della corte copertaVeduta dell’atrio di ingresso e della corte coperta

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