XXCO_181: Ville sovrapposte nel parco

 Veduta recente dall’ingresso su via Grossi

Il giro di boa si avvicina: domani saremo proprio a metà del percorso (la 183ma scheda su 366). Per questo ho pensato, con valore di sottolineatura simbolica, di collocare in corrispondenza di questo momento alcune schede riguardanti edifici di particolare importanza: l'Asilo Sant'Elia, la casa Cattaneo di Cernobbio, la Casa del Fascio. Le avrei potute collocare in un qualsiasi punto del percorso, ma le metto al centro, poiché non si pensi che non sappia riconoscerne il valore. Reciprocamente, non vorrei che credeste che da qui in avanti il percorso sarà a "calare". Non mancheranno le sorprese e i motivi di interesse (o almeno lo spero).
E anche il prologo all'apice, con la scheda di oggi, è un edificio a cui tengo molto, non solo per il suo valore intrinseco, ma anche e soprattutto per la sua storia tortuosa e tormentata (e assai poco conosciuta), fino al risultato finale di assoluto interesse.

Fabio Cani

 

Edificio per residenze "I faggi"

BBPR - Lodovico Belgiojoso, Enrico Peressutti, Ernesto Nathan Rogers, architetti

collaboratore: F. Ordanini, geometra

1956-1964

Como, via Grossi 32, via Zezio

stato: visibile - ben conservato

La complessa vicenda dell'edificio residenziale all'angolo di via Grossi e via Zezio inizia nel 1956, quando la famiglia Albertini, proprietaria dell'area, presenta una richiesta in Comune per la realizzazione di un edificio a torre progettato dallo studio milanese BBPR. Si parla prima di un grattacielo di 45 piani, ridotti poi a 22, ma la trattativa, condotta anche con l'intervento dell'ingegnere Adolfo Dell'Acqua, non va in porto. Nel 1958 si sonda la possibilità di un piccolo quartiere con dieci blocchi di residenze, poi nel 1960 di due gruppi di edifici composti da due e tre torri di sei-sette e sette-dieci piani. Nel novembre 1961, infine, si giunge a una ipotesi quasi definitiva che prevede nel parco della villa Albertini due blocchi molto articolati (uno dei quali, collocato a pochi metri dall'edificio storico, non verrà poi realizzato).
Il progetto finale è del gennaio-giugno 1962, redatto appunto dagli architetti Belgiojoso, Peressutti e Rogers dello studio BBPR; la costruzione, seguita dalla ditta Mondelli, del 1962-1964; l'abitabilità del 1965.
Il palazzo di cinque piani, più il basamento con i servizi comuni, è collocato in prossimità dell'incrocio delle vie Grossi e Zezio, in modo da garantire la conservazione di un'ampia porzione del parco; per la stessa ragione il volume della costruzione è estremamente frastagliato e adattato ai dislivelli del terreno; per mantenere il tenore elegante delle residenze, i singoli appartamenti, divisi in tre blocchi, sono molto diversificati, assumendo quasi il carattere di "ville sovrapposte".
La finitura esterna, a intonaco civile di colore chiaro, è assai semplice, vivacizzata però dalle numerose feritoie dei balconi, dai serramenti di colore azzurro e dagli elaborati comignoli.

 Modello con cinque torri riunite in due blocchi (famiglia Albertini)Planimetria con due edifici nel parco (famiglia Albertini)Planimetria del progetto definitivo (famiglia Albertini)Schizzo di progetto (famiglia Albertini) Planimetria generale del progetto definitivo (famiglia Albertini) Modello con i due edifici accanto alla villa (famiglia Albertini)

Scarica la scheda in formato PDF, clicca qui

 

Articoli correlati:


XXCO_180: Un Palazzo Commerciale Moderno