XXCO_180: Un palazzo commerciale moderno

 Veduta recente dell’edificio da via Plinio

Alle origini del modello commerciale novecentesco, che rapidamente conduce dal piccolo negozio al grande magazzino fino all'ipermercato, si può collocare questo palazzo urbano, che innesta su un'immagine tutto sommato tradizionale l'esibizione della funzione di vendita. È un interessante snodo di passaggio sia dal punto di vista architettonico che da quello funzionale; è, per molti versi, una delle prime, chiare affermazioni della piena modernità a Como.

Fabio Cani

 

Edificio per residenze e grande magazzino Mantovani

ora CVG, Foot Locker

Gianni Mantero, ingegnere

1928-1929

Como, via Plinio 11-13, via Macchi, piazza Grimoldi

stato: visibile - parz. visitabile - parz. trasformato all'interno

L'edificio di via Plinio fa parte del rinnovamento urbanistico della zona centrale della città condotto da metà Ottocento fino ai primi decenni del Novecento, con la sostituzione pressoché integrale degli isolati tra piazza Cavour e piazza del Duomo. In quest'ambito, esso riveste una particolare importanza, poiché costituisce il primo esempio in città di una nuova tipologia che valorizza la funzione commerciale.
Ispirato ai contemporanei esempi mitteleuropei e soprattutto viennesi, il palazzo Mantovani è articolato in due zone sovrapposte (alla base due piani destinati a spazi commerciali, aperti da una serie ininterrotta di vetrine, sopra tre piani residenziali), con un significativo gioco tra pieni e vuoti, poiché, se la base è sensibilmente più leggera e trasparente e appare quasi svuotata di pareti, la parte superiore è di colore più chiaro e caldo. L'unità delle fronti è assicurata dall'ordinamento architettonico, con alte paraste doriche, di marmo verde della val Roja nei primi due piani e di travertino chiaro nei tre superiori, e con pronunciate partiture orizzontali, dove la pensilina vetrata che protegge gli ingressi dei negozi al pianterreno (originariamente decorata con un motivo geometrico), la lunga balconata continua che separa la zona commerciale da quelle delle residenze e il cornicione sporgente al di sotto dell'attico hanno la stessa estensione.
Di grande originalità era anche la galleria di ingresso al grande magazzino, con vetrine su entrambi i lati, di forme espressivamente sagomate. La struttura di pilastri in cemento armato era invece lasciata completamente libera al primo piano, in modo da sfruttare lo spazio nel modo più razionale e flessibile.
Nell'esercizio commerciale vennero anche installate le prime scale mobili della città, inaugurate il 14 ottobre 1962.

Planimetrie del pianterreno e dell’ammezzato (Archivio Gianni ed Enrico Mantero).Veduta della galleria d’ingresso (Archivio Gianni ed Enrico Mantero)Veduta della galleria d’ingresso (Archivio Gianni ed Enrico Mantero)Veduta dell’edificio illuminato di notte (Archivio Gianni ed Enrico Mantero) Veduta complessiva subito dopo la realizzazione (Archivio Gianni ed Enrico Mantero) Particolare dell’angolo con tettoia, balconata e cornicione

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