XXCO_174: Una fabbrica ritmata

  Veduta recente dell’edificio con i volumi degli uffici modificati

Alla ormai non breve serie degli edifici industriali presi in esame, aggiungo questo stabilimento, recentemente salito agli onori della cronaca non per meriti architettonici, bensì per le problematiche vicende legate al mantenimento della produzione e, quindi, delle condizioni occupazionali.
L'insediamento industriale risale, com'è facile capire anche dalla valutazione dell'immagine edilizia, al periodo di espansione manifatturiera degli anni Sessanta e alla concomitante estensione dei consumi (nella fabbrica si allestivano motorini per elettrodomestici). Di quella fase storica, questi edifici sono ormai le ultime sopravvivenze materiali. Un esame attento anche da questo punto di vista non è quindi fuori luogo.

Fabio Cani

 

Stabilimento Ranco Motori SpA ora Sisme SpA

Aurelio Moro, ingegnere, Mario Moro, ingegnere, Guido Gai, architetto - collaboratori: Giorgio Moro, architetto, B. Pellegrini, ingegnere

1962

Olgiate Comasco, via Grandi 5

stato: visibile - parz. trasformato

Il fabbricato industriale, frutto di due fasi costruttive successive, è basato su una struttura modulare in cemento armato (5 x 8 moduli a base quadrata), coperta con volte conoidi, caratterizzate da ampi lucernari lunati. Ai reparti di lavorazione, chiusi da setti rivestiti di mattoni faccia a vista, è anteposto il corpo degli uffici, che presenta pareti di lamiera smaltata e vetro, con struttura di alluminio.
L'immagine complessiva dell'edificio è quindi determinata dai due ritmi, diversi ma entrambi molto serrati, dei moduli degli uffici (modificati negli anni nelle finiture) e degli elementi della coperture, rielaborazione in chiave moderna dei tradizionali tetti industriali a shed.
Nei decenni più recenti l'edificio è stato ulteriormente ampliato e ristrutturato soprattutto nel corpo degli uffici, ma l'impianto complessivo è tuttora riconoscibile.

 Particolari dei lucernariVeduta della fabbrica a metà degli anni Sessanta

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