XXCO_161: Una villa tra piani e tondi

 Veduta recente dal giardino.

Di nuovo a Cantù, per un'altra piccola sorpresa degli anni Trenta. Pubblicata all'epoca, e quindi in una certa misura promossa e conosciuta, è poi stata rapidamente dimenticata.
Oltre che per i suoi caratteri intrinseci, è interessante anche perché rappresenta una tendenza vicina all'avanguardia ma favorevole a venire incontro al gusto di un pubblico non particolarmente ben disposto verso quelle che apparivano come le asprezze del Razionalismo. La contraddizione era particolarmente evidente nell'architettura residenziale, dove le richieste dei committenti si indirizzavano spesso a un'immagine moderna, ma a una sostanza tutto sommato tradizionale.

Fabio Cani

 

Villa unifamiliare

Emilio Noel Winderling, architetto, Antonio Fabbroni, architetto

1935 ca

Cantù, via Vittorio Veneto 6

stato: parz. visibile - ben conservata

La villa è elaborata a partire da un volume parallelepipedo da cui sporgono altri elementi minori, caratterizzati da pareti tonde; in particolare evidenza è la sporgenza del soggiorno, circondata da un terrazzo anulare.
Di aspetto piuttosto severo, l'edificio appartiene a quella tendenza di moderata adesione alle istanze del Movimento moderno, piuttosto diffusa nella seconda metà degli anni Trenta. In questo caso, accanto a elementi di derivazione razionalista (tetto piano, finestre a filo delle facciate), sono presenti suggestioni dell'architettura tradizionale (zoccolo in pietra a vista) e decorazioni di sapore novecentista (fasce di marmo al piano terra). All'interno, l'organizzazione degli spazi appare abbastanza tradizionale.
La villa, un tempo esibita al centro del giardino in posizione sopraelevata, è oggi in buona parte nascosta dalla rigogliosa vegetazione.

Planimetria schematica del primo pianoVeduta complessiva negli anni Trenta

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