XXCO_159: Una palestra urbana

Veduta recente della facciata principale su via dei Partigiani.

Tra i non molti edifici a destinazione sportiva, ancora meno sono quelli inseriti nel vivo del tessuto urbano (quasi tutti, infatti, necessitando di ampi spazi, sono in periferia o nei pressi del lago). L'edificio della scheda di oggi rappresenta quindi un'interessante eccezione; nonostante il suo linguaggio un po' inibito, presenta alcuni aspetti degni di approfondimento, tra cui – appunto – lo sforzo di sintetizzare le esigenze sportive con il "decoro" urbano.
Molto proficuo il confronto con la sede della Canottieri Lario, con lo Yacht Club e con lo Stadio, costruzioni tutte realizzate nello stesso arco di tempo.

Fabio Cani

 

Palestra "Gino Negretti"

Luciano Trolli, ingegnere

1933-1934

Como, via dei Partigiani 8

stato: visibile - parz. visitabile - parz. trasformata

La palestra fa parte della dotazione di servizi pubblici della città storica ed è inserita nella fitta cortina edilizia delle vie contigue al centro simbolico del regime fascista, proprio di fianco alla Casa del Fascio.
Ideata dall'ingegnere Trolli, campione sportivo oltre che progettista, è una delle più esplicite adesioni locali allo stile Novecento: coniuga infatti l'attenzione alla funzionalità con una complessiva monumentalità e una citazione di particolari classici (come le fasce marcapiano modanate). La distinzione in zone funzionali è evidenziata nella facciata esterna dalla diversità di trattamento delle aperture (l'area degli uffici è sviluppata quasi come un edificio residenziale), mentre sul cortile è più evidente l'articolazione dei volumi.
Nei decenni seguenti alla guerra mondiale, l'edificio è stato modificato, con l'ulteriore riduzione degli elementi più moderni.

Veduta d’epoca dal cortile.Schizzo prospettico.

 

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