XXCO_158: Una villa sospesa

 Veduta recente della villa da via Adua.

Persino nei frequentatissimi anni Trenta del Razionalismo sono possibili scoperte interessanti. Basta uscire dalle strade più battute e dalle genealogie più accreditate.
La scheda di oggi è un (piccolo) esempio di queste sorprese. Sullo sfondo restano questioni di tutt'altro che poco conto: per esempio, il progettista di oggi è uno dei grandi protagonisti della stagione del cemento armato in Italia, uno dei maestri che hanno contribuito a diffonderne possibilità tecniche ed espressive. Eppure è quasi completamente dimenticato, così come altri, altrettanto importanti, operanti a livello nazionale e locale.
L'edificio di oggi, nella sua configurazione originaria, purtroppo stravolta in seguito, evidenzia quanto le forme della modernità debbano a un uso intelligente della tecnologia.

Fabio Cani

 

Villetta unifamiliare

Mario Cavallè, architetto

1935

Magreglio, via Adua 27

stato: visibile - trasformata

Costruita come propria casa di vacanza dall'architetto milanese Cavallè, grande esperto di cemento armato, la villetta sfrutta al massimo una piccola area tra il declivio della montagna e la strada, impiegando un'ardita soluzione strutturale. Una gran parte dell'edificio è infatti sollevata dal suolo, in modo da ottimizzare l'isolamento termico, ed è sorretta da un unico pilastro, collocato in corrispondenza del centro del soggiorno circolare al primo piano. L'elemento, del diametro di 45 cm, è armato con quattro rotaie e tondi a spirale e si conclude con mensole controventate da tensostrutture nascoste. Secondo i dettami del Movimento moderno, inoltre, il tetto è rigorosamente piano.
Proprio le caratteristiche più all'avanguardia, però, sono state occultate nelle ristrutturazioni degli ultimi decenni, tanto che il pianterreno è ormai completamente chiuso e sul tetto sono state impostate falde inclinate.

Veduta d’epoca della villetta nella sua conformazione originaria.Schema strutturale del pilastro di sostegno.

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