XXCO_150: Un edificio con molti livelli

Veduta recente da via Auguadri.

 Accanto a zone intensamente edificate nell'arco di pochi anni, come la zona di Como Borghi nei decenni Cinquanta e Sessanta, che ho sondato nelle scorse schede, ci sono aree in cui l'attività costruttiva ha lasciato dei vuoti, riempiti poi a distanza di molti anni.
È il caso di via Giulini, che mette vicine villette di inizio secolo, case piccolo-borghesi e più moderni condomini, fino all'episodio che presento nella scheda di oggi, decisamente inconsueto e anche controverso, ma per molti aspetti degno di essere meditato.

Fabio Cani

 

Edificio per residenze, uffici e negozi

Giampaolo Allevi, architetto, Antonio De Santis, ingegnere


1993-1994

Como, via Giulini 12

stato: visibile - ben conservato

Elemento aggiunto al tessuto fittamente costruito fin dall'inizio del Novecento tra la città murata e i quartieri meridionali, l'edificio di via Giulini è rappresentativo di una fase di radicale ripensamento sui metodi e le regole del progetto architettonico.
Lo stabile evidenzia la compresenza di approcci e modelli assai diversificati e a tratti contraddittori. Nella maglia strutturale liberata e portata in primo piano, si inseriscono infatti elementi regolari, sbiechi, cilindrici, con svariate finiture e coloriture, in un gioco che appare a tratti esasperato. L'ingombro complessivo è comunque definito dal piano terra (con porticato su pilastri a doppia altezza) e dal primo piano (l'unico con pareti piene).
Nell'atrio è stata collocata una grande scultura in metallo di Giuliano Collina.

Veduta complessiva dell’edificio, 1994.La scultura nell’atrio.

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